Il Tirreno

Livorno

Mannucci un gigante tutto d’oro

Luciano della Bella

Vittorie tricolori nel peso e nel disco per il campione dell’Atletica Livorno allenato dal professor Carnevali

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I ventitrè giovani atleti livornesi ammessi ai Campionati Italiani Juniores e Promesse si sono fatti onore sulla pista e sulle pedane dello stadio “Guidobaldi” di Rieti: quattro medaglie, diversi piazzamenti di prestigio e tanti record personali sono il bilancio della pattuglia composta da quattro atleti della Libertas Runners Livorno e dai 19 dell’Atletica Livorno.

Questa volta la prima pagina la dedichiamo di diritto a Alessio Mannucci, che ha fatto ritorno dalla importante manifestazione tricolore con al collo ben due medaglie d’oro: se dovessimo formulare una pagella, come avviene nel calcio, è indubbio che al ragazzone biancoverde andremmo ad assegnare un bel 10! Così come al suo allenatore, il prof. Renato Carnevali, uomo di comprovata esperienza e professionalità, già tecnico federale, lontano dai riflettori. Il lanciatore dell’Atletica Livorno nella prima giornata, nel peso (categoria Promesse), approfittando anche dell’assenza del primatista stagionale Leonardo Fabbri, all’ultimo lancio, quando ormai si era già assicurato la maglia tricolore, faceva partire una gran bordata con l’attrezzo che atterrava a metri a 17,49 migliorando così il suo primato personale e legittimando la vittoria. Il giorno successivo lo attendeva il disco, la specialità a lui più congeniale,manteneva la sua leadership nella categoria sbaragliando tutti gli avversari con un grande lancio a 54,73. Due titoli tricolori non possono passare inosservati, ci auguriamo che qualcuno possa porre l’attenzione su questo atleta che fino ad oggi ha affrontato tanti sacrifici per dedicarsi all’atletica e che merita maggiori gratificazioni.

Tre le medaglie di bronzo anche se da parte nostra speravamo che una fosse almeno d’argento. Fantastico il biancoverde Andrea Rinaldi nel lungo Promesse, per la gioia del suo allenatore Massimo Favoriti: ci ha fatto venire un brivido quando ha stabilito il suo nuovo record personale con metri 7,56, un centimetro in meno dal primato sociale detenuto del grande Luigi Ulivelli, olimpionico a Roma dove rimediò un grave infortunio. I progressi di Rinaldi sono davvero eccellenti e il bronzo è meritatissimo.

Bronzo anche per Marta Giaele Giovannini (Atletica Livorno), categoria juniores, ancora nel lungo dove rimaneva al di sotto dei sei metri, 5,96 per l’esattezza, ma va bene così: una misura che conferma comunque le qualità della giovane atleta. Ci aspettavamo invece di più da Giacomo Belli (Libertas Runners Livorno), accreditato di 2,11 nel salto in alto: dopo essersi qualificato con 1,98 non riusciva ad andare oltre gli 2,01, tentava anche di passare 2,04 per rischiare il tutto per tutto a metri 2,07. Ma niente da fare.

Fa piacere rivedere il mezzofondo livornese alla ribalta, negli 800 juniores con Mauro Giuliano: il biancoverde correva con acume tattico la propria batteria classificandosi al terzo posto con il tempo di 1.53.40 record personale, poi in finale partito in prima corsia cercava di stare attaccato al gruppetto di testa, arrivava un quinto posto riuscendo a migliorarsi ancora a 1.53.09. Alessio Ristori invece sesto nei metri 3000 siepi Promesse con 9.28.56 si migliorava di oltre 3 secondi: bene così. La libertassina Nicoletta Citi trova sempre il modo di ben figurare così come è accaduto a Rieti nel lancio del giavellotto, settima con 40,03; uguale piazzamento per un'altra bianco verde, Enrica Bottoni nei 5000 con il tempo di 18.15.63. Sicuramente da apprezzare la prestazione dello junior biancoverde Jacopo Quarratesi atterrato nel lungo esattamente a sette metri: per 1 centimetro è rimasto fuori dalla finale ma la prova è sicuramente positiva. Sul proprio standard stagionale la staffetta veloce del’Atletica Livorno composta da Dalia Carcea, Margherita Del Corona, Marta Giovannini e Margherita Guarducci, che chiudeva in undicesima posizione della classifica generale con il tempo di 49.56.

Trasferta amara per marciatori: l’azzurrino della Libertas Decide Finocchietti, a lungo sulla scia del battistrada nei 10 chilometri, nel finale decideva di ritirarsi; stessa sorte per il bianco verde Giulio Scoli. Resta sottinteso che partecipare ad una rassegna nazionale rappresenta di per se stesso un elemento di distinzione, in quanto la partecipazione non è aperta tutti ma unicamente a coloro i quali abbiano ottenuto gli standard di qualificazione: quindi un bell’applauso a tutti i giovani atleti che hanno preso parte a questa importante competizion e . —

Luciano della Bella

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di Redazione web