Gioco
Il grande volley scappa già da Livorno, dopo un anno Fonteviva vende il titolo
Inutile la serie A2 difesa sul campo, non ci sono sponsor e il presidente Vullo chiude l’avventura nella nostra città
LIVORNO. Addio Serie A. Il grande volley saluta Livorno che per una stagione aveva ospitato le partite della Fonteviva. La notizia trapela a poco più di un mese dalla fine del campionato, quando a Lauria ai playoff gli arancio-blù guidati da Paolo Montagnani riuscirono a ottenere la salvezza contro Lagonegro. Per un gioco beffardo del destino, la Lega ha ripescato i lucani che parteciperanno alla prossima Serie A2 élite al posto di Gioia del Colle, che ha rinunciato all’iscrizione al campionato.
Ma come mai la Serie A2 di volley abbandona Livorno? La difficoltà principale che ha trovato la società è stata quella di riuscire a reperire sponsor locali in grado di sostenere il progetto. Un progetto per così dire “piovuto dal cielo”, visto che l’anno scorso ad aprire lo spiraglio della massima serie a Livorno fu Paolo Montagnani che, d’accordo col presidente della società massese Italo Vullo trovò un accordo con il Comune per disputare le partite interne al PalaBastia. E così la Fonteviva, costretta precedentemente a emigrare a La Spezia vista l’impraticabilità del palazzetto massese, si trovò catapultata d’improvviso nel contesto labronico grazie alla sinergia col Modigliani Volley Tomei. Con una squadra giovane, tirata su ex novo, il tecnico livornese creò un bel gruppo di giocatori affiatati che in breve tempo riuscì a far innamorare il pubblico.
Una scommessa, per lo meno sul campo vinta, dato che la squadra si piazzò settima alla fine della regular season, poi la salvezza ai playoff grazie alla vittoria con Lagonegro. Evidentemente non è bastato. Non è bastato ad attirare sponsor locali. Un indizio dell’addio poteva essere il saluto di Montagnani, che a metà maggio aveva ceduto al fascino discreto delle sirene polacche scegliendo per la prossima stagione la panchina delI’Indykpol Azs Olsztyn in PlusLiga. Però è un vero peccato, una sorta di autogol per una città che da sempre si professa innamorata di tutti gli sport, che sfoggia con orgoglio le sue innumerevoli medaglie, ma quando si tratta di mettere mano al portafogli ci pensa non una, non due ma mille volte e per la maggior parte dei casi i cordoni della borsa rimangono belli serrati, per evitare rischi.
Certo, di mezzo ci sono state le elezioni e il venir meno di una giunta che a luglio dell’anno scorso aveva sposato il progetto decidendo di concedere gratuitamente gli spalti del PalaBastia può aver influenzato. Ma il dispiacere rimane, anche perché la Serie A era tornata in città dopo gli anni gloriosi del Tomei che da metà degli anni ’80 a inizio 2000 aveva già conosciuto i fasti della massima serie.
Cosa ne sarà del titolo così faticosamente mantenuto? La decisione è nelle mani di padron Vullo che tra pochi giorni scioglierà ufficialmente la riserva, tra gli scenari papabili la dismissione del titolo o la cessione dello stesso (Calci?). E noi rimaniamo qui a spolverare le nostre medaglie...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
