Gioco
L’abbraccio a Igor del club Magnozzi «Sempre orgoglioso di aver scelto Livorno»
Protti premiato con una tessera speciale e una targa Applausi, ricordi ma silenzio sul futuro: «Sono in vacanza»
Da ieri il Club Magnozzi, il più longevo visto i suoi oltre 50 anni di attività, ha un socio in più. E che socio: Igor Protti al quale il presidente Enrico Fernandez Affricano ha consegnato la tessera numero 103 ad honorem.
«È la 103 - ha dichiarato Fernandez - ma per noi è la numero 1 in senso assoluto. Ricordo ancora quando lo acquistammo dal Rimini nel 1985. Ho avuto l'onore di essere suo presidente per tre anni. Igor è stato qui da giocatore per 9 stagioni e poi tre da dirigente: è uno di noi. Ecco perché gli abbiamo dato la tessera di socio onorario».
BALDO E FIERO
Sereno, finalmente disteso dopo un anno stressante, Protti ha illustrato una volta di più il suo grande amore per Livorno: «Sono orgoglioso di essere arrivato qui tanti anni fa e di essermi legato alla città e alla maglia. Per me l'amaranto è qualcosa che prescinde dalla categoria. Anche in questi tre anni da dirigente, ogni volta che mi sono seduto in panchina ho sentito l'orgoglio di essere da questa parte».
Non sono mancati gli applausi anche qualche luccicone da parte dei tanti tifosi intervenuti nella sede del Club in Via della Gherardesca.
34 ANNI D'AMORE
A Protti è stata anche consegnata una targa ricordo. E a proposito di ricordi, il Signore delle Reti ne tirato fuori parecchi. Alcuni risalenti agli anni '80, uno gustoso all'estate del 2016: «Quando venni qui da giovane - ha detto - lottavamo sempre per non retrocedere in C2. Ci è sempre andata bene. E vincemmo anche la Coppa Italia di serie C e che ci consentì di giocare in Coppa Italia contro Fiorentina, Napoli e Udinese».
In pochi istanti Protti ha spostato l'orologio in avanti di una trentina d'anni: «Sono molto legato a questo Club - ha detto - perché ho la fortuna di conoscere tutti da moltissimi anni. E proprio al Magnozzi è legato questo aneddoto: nel 2016 ero tornato da poco nel Livorno. In città c'erano grande amarezza e scoramento per la retrocessione in C, ma proprio qui al Magnozzi dissi a uno sportivo che avremmo riportato la squadra in serie B e che se non fossimo riusciti nell'intento al primo colpo, lo avremmo fatto nella stagione successiva. E così è stato nel campionato 2017/18».
IL FUTURO
Nel contesto di un evento festoso come la consegna della tessera onoraria al re dei bomber amaranto ogni epoca, non è mancato un retrogusto amaro dato dall'assenza si certezze sul futuro di Protti.
Il contratto del club manager scadrà il 30 giugno e lu stesso un paio di mesi fa dichiarò che considerava chiuso il ciclo triennale al capezzale del suo Livorno. I tifosi però, si augurano che da parte del 10 per sempre ci sia un ripensamento e che la famiglia Spinelli lo chiami per discutere del rinnovo del contratto che potrebbe indurlo a recedere dalla sua posizione iniziale.
Stuzzicato sull'argomento, Protti, con educazione e cortesia ha glissato: «Sono in vacanza, siamo tutti in vacanza. Pensiamo a questo. Non ho altro da aggiungere».
Punto e basta, La situazione, insomma è congelata nella consapevolezza che è la società che - se intende tenere Protti nel suo organigramma tecnico - deve contattarle il Club Manager e non il contrario. Nel mezzo ci sono i tifosi che ieri hanno ribadito l'amore e la riconoscenza per il loro uomo-simbolo e che sperano in una felice conclusione di questa vicenda, perché come ha sussurrato qualcuno ieri mentre usciva dalla sede del 'Magnozzi': «Il Livorno senza Protti può anche esserci, ma non sarebbe completo. La nostra bandiera sarebbe un amaranto annacquato». —
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