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Livorno

Il gol di Paulinho, l’urlo di Nicola e quel 2 giugno diventò un trionfo

Fabrizio Pucci
Il gol di Paulinho, l’urlo di Nicola e quel 2 giugno diventò un trionfo

Sei anni fa il Livorno tornava in A battendo l’Empoli in una notte storica 

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amarcord

Non solo la festa della Repubblica. A Livorno il 2 giugno si celebra un altro anniversario: quello dell'ultima promozione in serie A.

Sembra passata una vita, ma sono trascorsi appena sei anni da quel magico Livorno-Empoli del 2 giugno 2013. Ricordate? Ovviamente sì, perchè certe emozioni sono indimenticabilie gelosamente custodite nel cuore di chi ha il sangue amaranto. Era il Livorno di Davide Nicola, quello con super-Siligardi spacca-reti nel girone di andata prima dell'infortunio occorso il 3 marzo a Spezia. Era la squadra di Chico Dionisi, Paulinho e Belingheri. Quattro uomini mandati in doppia cifra, quanto a gol: 23 il brasiliano, 14 Belingheri, 13 a testa gli altri due per un totale di 63 reti in quattro. Roba quasi mai vista e da scolpire su pietra.

Era il gruppo di Emerson, capitan Luci e del fosforo del greco Gentsoglou. Partito a fari spenti , quel Livorno che l'anno prima si era salvato all'ultima giornata, perse la promozione diretta all'ultima giornata sul campo del Sassuolo che invece andò subito su. Gli amaranto dovettero passare attraverso le forche caudine dei playoff, dove avevano tutto da perdere. E invece nel minitorneo quello squadrone tirò fuori gli attributi. Sfiniti da una stagione regolare da 80 punti, gli amaranto riuscirono a ricompattarsi e in semifinale, non senza soffrire si sbarazzarono del Brescia con un doppio 1-1.

A Empoli, in gara-1 di finale fu ancora 1-1 con il pari su sassata di Duncan dopo l'iniziale vantaggio azzurro firmato da Tavano, l'ex con il dente avvelenato. E il 2 giugno ci fu l'apoteosi: stadio pienissimo, Diamanti e Chiellini in tribuna, la coreografia della Curva nord che compose la parola “Combatti”, con il tono per metà perentorio come l'imperativo e per metà esortativo, come un concreto e sincero incoraggiamento. Lo spavento per l'occasionissima di Maccarone a porta vuota. Poi l'eurogol di Paulinho che schiacciò in porta un cross di Schiattarella. Da lì fu solo il lungo prologo prima del fischio finale e di una festa durata fino al mattino successivo sul viale Italia e in Piazza della Repubblica. E così tornammo a riveder le stelle anche se solo per una stagione. La gloria, infati fu effimera: il Livorno tornò subito in serie B al termine di una stagione, quella sì da dimenticare. —

Fabrizio Pucci

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