Gioco
E Laudicino volta pagina «Ciao Livorno, mi mancherai»
LIVORNO. Un sassolino dalla scarpa vuole toglierselo alla conferenza stampa indetta ai Bagni Lido dove sono intervenuti anche tanti amici per salutarlo. Non prima di dire che il Livorno ad esempio è undicesimo in Europa nel conto dei followers e all’avanguardia nei social in generale. Lo fa, stimolato dai giornalisti, quando gli chiedono il bilancio del suo ultimo anno. Stagione che poteva e doveva dare un seguito al gran lavoro fatto proprio all’inizio del biennio. Maurizio Laudicino, è senza peli sulla lingua. «Per tre o quattro mesi, l’azione è stata rallentata. Il motivo, non lo conosco. Sicuramente gran parte del merito è di Mirco Peiani. Dal momento in cui mi son trovato in un angolo, son rimasto tranquillo e senza far polemiche, in un periodo in cui alla squadra serviva solo tranquillità dopo quell’inizio di campionato tremendo. Ho risposto per le rime solo quando sono stato chiamato in causa. Come quando andai in Irlanda a mie spese per un arricchimento professionale e al ritorno lessi un articolo nel quale la società prendeva le distanze dal sottoscritto, precisando che non c’ero andato su incarico del Livorno. O come quando, la stessa persona dichiarò su Granducato che ero solo un consulente. Quando Peiani ha abbandonato il suo ruolo, sono stato rimesso dalla famiglia Spinelli a fare le cose per le quali sono arrivato. La stagione però ormai era andata. Mi sono sentito quasi punito per le cose belle che avevo fatto al primo anno».
L’ex direttore marketing amaranto, ripercorre il suo sbarco in città, lo slogan coniato e il tentativo, mai fatto in precedenza, di far sentire la squadra come proprietà, come patrimonio dei cittadini, il rapporto coi bambini dell’ospedale pediatrico e le iniziative con le scuole. Tanti i personaggi presenti. Tra loro, Paolo Brosio, da Enrico Fernandez Africano e Curzio Galatolo per il Club Magnozzi, Nedo Di Batte per il Club Campanile, Corrado Nastasio del Club Il Porto, Dario Ghiselli di PSS Eventi, il presidente del Coordinamento Club Amaranto Ivano Franchini, i vertici di Confcommercio e Confesercenti, quelli della onlus You4ER, alcuni sponsor. Tutti, mescolati a tifosi che gli han voluto bene.
«Il mondo del calcio - conclude Laudicino - è pieno di personaggi che millantano professionalità o titoli che non hanno, e probabilmente, avendo ancora le cicatrici addosso, per il momento farò altro. La mia prossima scelta professionale, sarà fuori dal calcio. Cosa? Basket e volley. Ma ora mi preme ringraziare tutti, dalla società ai tifosi; questa esperienza è stata indimenticabile». —
Flavio Lombardi
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