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Intervista a Roberto Spinelli: «Centro sportivo e 5 acquisti, il futuro del Livorno è già qui»

Alessandro Bernini
Intervista a Roberto Spinelli: «Centro sportivo e 5 acquisti, il futuro del Livorno è già qui»

Tra società e mercato, l'amministratore delegato e figlio del presidente fa il punto dopo la salvezza. «Facci? Non ha sposato il nostro progetto. Protti? Ha scelto lui di uscire»

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LIVORNO. Fine maggio, periodo delicato per chi costruisce le squadre del futuro. Talvolta in passato abbiamo avuto la nitida sensazione che si partisse in ritardo (lo scorso anno Lucarelli fu annunciato addirittura il 6 luglio, dunque 69 giorni dopo la fine del campionato), oggi c’è un attivismo che non può che far piacere. Ma ci sono novità anche abbastanza clamorose e ce le svela Roberto Spinelli in questa lunga intervista.

Buongiorno Spinelli, fa piacere vedere la società già al lavoro.

«Lo scorso anno ci siamo dilungati troppo, adesso dovevamo cavalcare l’onda di questa bella salvezza conquistata all’ultima giornata. E ci tengo a ringraziare ancora tutti i protagonisti di questa bella impresa».

Un ringraziamento lo avete già formalizzato sotto forma di rinnovo a Breda. Addirittura un biennale: strano per voi.

«Breda è un bravo allenatore e un uomo perfetto per costruire una squadra. Abbiamo idee comuni su tutto, anche sul mercato».

A proposito di mercato. Ma confermerete il ds Facci?

«Ha deciso di non sposare questo progetto».

Cioè?

«Gli abbiamo fatto una proposta di contratto con dei bonus in base ai risultati. Ci ha detto no. E allora porteremo avanti un progetto che abbiamo già in testa».

Ma è vero che pensare a un Breda alla Fergusson? Cioè che sceglie anche i giocatori?».

«Un qualcosa del genere».

Si spieghi meglio.

«Breda selezionerà dei giocatori che secondo lui fanno al caso nostro, poi ne parlerà con me e mio padre. E seduti allo stesso tavolo, decideremo quali giocatori andare a trattare. Poi le trattative su giocatori selezionati le potrà perfezionare Signorelli».

È una scelta già definita?

«Martedì ne parleremo ancora ma in linea di massima può essere la soluzione finale».

E Igor Protti?

«Mi sembra che sia stato lui a decidere di arrivare a fine giugno e poi lasciare. Probabilmente considera chiuso il suo ciclo».

L’uscita di Protti però arrivò all’indomani di critiche rivolte della società verso di lui. La perdita di Protti rischia di essete molto pesante. Per tante ragioni.

«È una scelta di Protti e la rispettiamo. Comunque con i soldi che risparmieremo da Facci e Protti, compreremo dei giocatori ancora più forti. L’obiettivo è concentrare tutti gli sforzi economici sulla squadra».

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Scusi se insistiamo, ma anche i tifosi hanno espresso chiaramente la posizione su Protti.

«Noi rispettiamo i tifosi ma anche la decisione di Protti».

Cosa significa “tutti gli sforzi economici concentrati sulla squadra”?

Compreremo 5 giocatori forti, che andranno a rendere ancora più competitiva una rosa già affidabile, come si è visto con la gestione di Breda. Abbiamo già idee chiare e ci sarà una novità».

Una novità?

«Sì, quest’anno non vogliamo scommesse. Non ci interessano giocatori che sono punti interrogativi. Vogliamo 5 giocatori di livello, tutta gente che abbia 30 presenze in serie B e che sia una garanzia. Su questo abbiamo trovato piena intesa con Breda».

È vero che mezza serie A vuole Bogdan?

«Mah. Per ora tanti discorsi, ma a bussare alla nostra porta non è venuto nessuno. Per me Bogdan resta a Livorno».

Parliamo del nuovo Centro Sportivo?

«Volentieri, anche se l’operazione non è ancora conclusa. Sorgerà tra Pisa e Livorno e il progetto è un po’ quello che avete scritto voi. Si tratta di un’area grandissima di 180 metri quadrati. Il progetto è ambizioso e siamo convinti che potrà rappresentare il futuro di questa società».

La parola “cessione” stavolta non la sentiamo più.

«Guardi, alla resa dei conti gli unici che si sono presentati sono stati questo gruppo di livornesi. Ma non era una trattativa che poteva andare avanti».

Perché?

«Perché alla base del loro programma c’era una riduzione dei costi di gestione. E questo glielo possono confermare anche loro. Ma lei lo sa vero cosa dicono di noi i tifosi?»

Che spendete poco.

«Ecco, appunto. Già i tifosi dicono che spendiamo poco, poi se come presupposto dovevamo mettere di spendere ancora meno...».

Quindi capitolo chiuso?

«Capitolo chiuso»

È una nostra sensazione o lei sta prendendo sempre più in mano la gestione del Livorno Calcio?

«No, è una sensazione sbagliata. Io ho sempre lavorato per questa società. Il vero numero uno del Livorno Calcio resta mio padre, Aldo Spinelli. Sa una cosa?

Dica?

«A volte provo anche io a fare delle valutazioni tecniche, ma come ci vede lungo non c’è davvero nessuno. Quando dice qualcosa, è molto difficile che sbagli».

Lei non è mai venuto a vedere il Livorno.

«No ma solo per esigenze familiari. Preferisco guardare tutte le partite in tv».

Ha visto che caos in serie B?

«Problemi loro. Noi ci siamo conquistati una grande salvezza e ce la godiamo».

 

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