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Livorno

«In panchina Da Prato e caccia a un tiratore» Burgalassi disegna la Pielle del domani

Francesco Parducci
«In panchina Da Prato e caccia a un tiratore» Burgalassi disegna la Pielle del domani

Dopo l’eliminazione al primo turno dei playoff contro Lucca il presidente scaccia i fantasmi e aspetta una nuova casa per le Triglie 

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l’intervista

Francesco Parducci

Sono passate ormai due settimane dall’eliminazione della Pielle nel primo turno dei play-off di serie C Gold. E per il presidente Manolo Burgalassi, è tempo di bilanci dopo una stagione fatta di alti e bassi dove gli infortuni hanno segnato le varie fasi del campionato e dove una certezza è rimasta quella dei tifosi: uno zoccolo duro di passione che la Pielle si tiene stretto. Ma adesso è già tempo di pensare al domani tra certezze e incognite, in particolare quella che riguarda la nuova casa della Pielle e il settore giovanile.

Presidente, smaltita la delusione?

«Non posso dire di essere mai stato deluso, semmai amareggiato. Ci eravamo prefissi di arrivare fra le prime quattro e in regular season siamo arrivati nel gruppone delle seconde pur con una stagione che più travagliata non si può. Poi, si sa, i play-off sono una brutta bestia: a volte ti danno qualcosa di più di quello che hai fatto nella prima fase, vedi quello che ci è successo l’anno scorso, a volte di tolgono, come è successo questa volta. Amarezza perché in gara 2 un treno era passato e non siamo stati capaci di salirci sopra».

Nei giorni precedenti gara3 erano circolate certe voci circa presunte difficoltà della Pielle a andare avanti? Conferma o smentisce le ombre sul futuro?

«Smentisco, e nel modo più categorico. Andiamo avanti senza ridimensionamenti. Certo, tutto sarebbe più facile se avessimo in gestione diretta un’altra palestra: aspettiamo il mai troppo desiderato nuovo bando per l’assegnazione degli spazi, ormai credo dopo le elezioni. Poi vorremmo che si allargasse la base societaria, non sto in questo momento parlando di sponsor, ma proprio di soci. Da quando è entrato Roberto Creati, che dobbiamo solo ringraziare, la società è cresciuta in modo esponenziale sotto il profilo della managerialità e dell’efficienza. Anche gli aiuti pubblicitari che abbiamo sono quasi tutti dovuti a lui e ai suoi contatti. Purtroppo ci è mancato il main sponsor, lo “sponsorone”. Speriamo di trovarlo in questa estate, in fondo da tre anni siamo la società cittadina che ottiene il miglior risultato sportivo e che ha il più ampio seguito di pubblico».

Settore giovanile. Un tasto dolente?

«In parte sì. Gli attuali regolamenti, i parametri, i rimborsi spese ai giocatori obbligano a far sì che almeno tre/quattro giocatori competitivi escano dal settore giovanile. Dobbiamo arrivarci».

Ma ci vuole una base di ragazzi che al momento non sembra esserci. Non crede che un riavvicinamento con Falleni e Tedeschi, che sono due che alla Pielle hanno dato parecchio, potrebbe aiutare a risolvere il problema? I “Leoni Amaranto” hanno numeri importanti...

«Per stare insieme bisogna essere in due, specie quando c’è stata una separazione non indolore. Per parte mia posso dire che nella mia vita sono sempre stato capace di fare dei passi indietro, di non radicalizzare le situazioni. Un tavolo intorno al quale sedersi, se si vuole, si trova sempre».

La C Gold 2019/2020 si annuncia terribile, con le retrocessioni di Cecina e Siena, la permanenza di una fra Lucca e Firenze, oltre a tutte le solite. Con chi pensate di affrontarla?

«Prima di tutto con Andrea Da Prato, che ci ha confermato proprio nei giorni scorsi la sua volontà di restare con noi nonostante gli sia già arrivata una telefonata da una società di B. Per l’organico è ovviamente presto, dobbiamo ancora parlare con tutti i giocatori, capire le loro intenzioni e le loro richieste. Ma questo campionato ci ha insegnato che non si può prescindere da un tiratore puro, se non due. La prima casella da riempire sarà quella». La caccia sul mercato è iniziata. —



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