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Fulmine a sorpresa sul Rugby Livorno «Programmi diversi preferisco lasciare»

Dario Serpan
Fulmine a sorpresa sul Rugby Livorno «Programmi diversi preferisco lasciare»

Il tecnico Marco Zaccagna si dimette e apre un vuoto «Dato il massimo ma questa società deve stare in A» 

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«Il Livorno Rugby è la mia casa, ma non sono più l’allenatore della Prima squadra. Passo la palla perché il mio progetto non si sposa con quello della società». Marco Zaccagna lascia così, dopo due stagioni, la panchina dei Seniores biancoverdi. Lo fa pochi giorni dopo la fine del campionato di serie B girone 2, che ha visto il Livorno Rugby piazzarsi al quarto posto dietro alle corazzate Romagna, Florentia e Civitavecchia. Niente salto in A, il gap con le tre big era incolmabile per un Livorno formato cuore, talento e linea verde. Sono tanti gli aspetti positivi della stagione appena conclusa, ma il sogno promozione è rinviato ancora una volta.

E a bocce ferme si apre il momento delle analisi, delle riflessioni, e pure delle decisioni. Quelle che spesso lasciano amarezza, che costringono a ripartire da altri nomi e progetti, mantenendo fermo il blasone di una società storica per la palla ovale nazionale, ma che da un po’ è lontana dai palcoscenici che più le si addicono. E qui si apre la prima falla. «Il Livorno Rugby deve stare in serie A»: lo ribadisce con forza Marco Zaccagna, dopo le due stagioni alla guida della Prima squadra in cui si è portato avanti un progetto per puntare a questo obiettivo. Ma qualcosa ancora manca, nonostante gli sforzi di tutti e una crescita tangibile. «Questa stagione – sostiene Zaccagna – è stata più che positiva, pur se giocata con una rosa ridotta all’ossa e dall’età media molto bassa. Sono stati valorizzati giovani interessanti e si è tracciata una via da proseguire. Penso, ad esempio, a Simone Gesi, che ha esordito tra i Seniores ed è andato in Nazionale under 18. Siamo arrivati a ridosso di tre squadre molto forti fisicamente e con una rosa ampia. Io credo che con pochi aggiustamenti avremmo potuto giocarci questo campionato».

E invece non si è andati oltre il quarto posto. «Siamo partiti con una rosa corta e poi abbiamo perso altri giocatori durante la stagione, fino ad avere una prima linea incompleta. Io capisco la società e la ringrazio per gli sforzi compiuti, ma purtroppo non sono bastati. Il Livorno Rugby può crescere ed essere più ambizioso se diventa anche più attrattivo nei confronti dei giocatori. Detto questo io ringrazio la società per avermi dato la possibilità di esprimermi».

Zaccagna ringrazia i suoi ragazzi. «Sono state due stagioni importanti e positive. Siamo cresciuti tanto e io ho cercato di creare un gruppo e far crescere i giocatori prima come uomini e poi come rugbisti. Ringrazio tutti loro e lo staff tecnico. Ho fatto tutto volentieri e senza percepire alcun compenso, ma ora devo fermarmi perché alle condizioni attuali sento di non essere la persona che fa al caso del Livorno Rugby. Mi prenderò un anno sabbatico, ma quella biancoverde resta la mia casa».

La posizione della società sta direttamente nelle parole del presidente Giovanni Riccetti: «Non nego che volevamo dire la nostra nella lotta promozione, ma non ho alcuna critica da muovere ai giocatori, che sul piano dell'impegno hanno sempre dato il massimo. Nei prossimi giorni, durante la cena sociale che coinvolgerà Prima squadra ed under 18, ufficializzeremo il nome del nuovo tecnico. Voglio pubblicamente ringraziare l'opera di Marco Zaccagna, che ha ottimamente allenato la nostra maggiore rappresentativa, in questi due anni intensi, in B». —



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