Il Tirreno

Livorno

Diamanti fa i numeri ed è sempre da 10 Gori e Di Gennaro lasciano il segno

Flavio Lombardi
Diamanti fa i numeri ed è sempre da 10 Gori e Di Gennaro lasciano il segno

La stagione del Livorno e la splendida salvezza conquistata a Padova racchiusa dentro tutti i numeri, sia individuali che di squadra 

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i numeri

Il Livorno, con la salvezza diretta conquistata all’Euganeo, si garantisce automaticamente la partecipazione al campionato cadetto numero 27, e la classifica aggiornata per società ci suggerisce per l’anno che verrà, la compagnia statistica di Spezia, Perugia e Ternana.

In classifica perpetua, per gli amaranto è 22° posto sulle 140 squadre che hanno partecipato almeno una volta a questa competizione, una lunga storia per noi cominciata con la stagione ‘31/’32, dopo la retrocessione dal massimo campionato a girone unico varato due anni prima e nel quale, l’Unione, bene ricordarlo, fu l’unica toscana ai nastri nella massima manifestazione federale. Meno cinque dal Pisa come gettoni spesi in serie B, quella squadra che però è sotto di 11 (18 a 7) guardando ai tornei disputati in serie A.

Tradotto, significa raggiungere ora il 45,76% sui 104 anni di storia, giocando sui campi dei due principali campionati, oppure, se vogliamo, attestarsi al 28%, guardando a quante volte si è risposto presente all’appello della B da quando essa esiste.

In questo 2018/19, le vittorie sono state 9, con 12 pareggi e 15 sconfitte, 38 i gol fatti (18 in casa e 20 in trasferta), 51 quelli subiti (18 in casa e 33 lontano dal Picchi). Il capocannoniere è Alino Diamanti con 10 centri, seguito da Giannetti con 8, mentre 14 sono in totale i realizzatori (gli altri rispondono ai nomi di Raicevic con 5, Gori con 3, Murilo con 2, ed a 1 Porcino, Di Gennaro, Salzano, Bogdan, Gonnelli, Rocca, Luci, Bruno e Pedrelli) a fronte dei 35 giocatori utilizzati che spaziano dalle 32 presenze del Van Gogh di Prato che va a braccetto di Raicevic, all’unico gettone esibito da Marie-Sainte, Parisi e Morelli.

Sono invece 11 quelli che risultano essere stati convocati ma mai entrati in campo durante la stagione (Neri, Baiocco, Frick, Gemmi, Gasbarroni, Del’Agnello, Santini, Romboli, Crosta, Zhikov, Pulidori) e quattro di essi sono portieri.

Il maggior minutaggio spetta a Di Gennaro (2790’ in 31 presenze), seguito da Diamanti con 2573’, mentre il gradino più basso del podio è di Ciccio Valiani (30 volte in campo) con 2449’. Agazzi è medaglia di legno con 30 presenze e 2311’ giocati, poi arriva il capitano, Andrea Luci (27 volte in battaglia per 2153’), fresco di sorpasso effettuato ai danni del mito Igor Protti nelle presenze della storia societaria. È l’uomo di Piombino, adesso, l’unico rimasto alle spalle del compianto ed irraggiungibile Mauro Lessi. Per il numero otto, a breve, in agenda la speciale premiazione per il traguardo raggiunto, che gli sarà riconosciuta dal club Magnozzi. Appena sotto ai 2000, ecco i 1962’ di Gonnelli, seguito dai 1954’ che mette sul piatto Raicevic, il Riace de noantri, quello che fa più sportellate da solo, di quello che ci offre in una intera stagione di corse la Nascar.

Tre sono i gol di Gori in sei presenze per 179’ minuti complessivi giocati (un gol ogni 59’, il più prolifico in assoluto rispetto all’impiego), tre sono i rigori fischiati in una singola partita (Pescara-Livorno, due per i padroni di casa ed uno per gli amaranto), come tre sono i gol segnati da Giannetti nelle ultime tre partite. Il timbro del killer, più abile di testa che di piede, ma per dirla alla Breda “basta che la butti dentro”.

È di 1,3 la media punti-partita ottenuta dal mister trevigiano da quando ha assunto la guida tecnica, una media che avrebbe garantito dall’inizio quasi 47 punti ed una salvezza tranquilla, se non fosse che c’è da tener conto che nei primi 10 incontri, quando si era sotto la gestione di Cristiano Lucarelli sono stati ottenuti 5 punti, frutto di una vittoria e due pareggi (media 0,5 a partita), ma la squadra era per 2/3 rinnovata rispetto a quella del campionato precedente ed è stata tartassata da mille infortuni.

Otto è il numero che risponde alla massima striscia positiva messa agli archivi. Si posiziona fra il 3-1 inflitto al Foggia all’Ardenza e il 2-0 rifilato al Cosenza. In mezzo c’è l’1-1 di Palermo, lo 0-0 col Verona, il 4-1 a Carpi, l’1-1 col Padova, lo 0-0 col Pescara e l’1-1 di Crotone.

Sette, invece come risultati usciti più spesso sulla ruota: sono l’ 1-1 e l’1-0 (in questa occasione, tre volte a favore e quattro a vantaggio degli avversari), e a fronte del 14° posto finale, il Livorno è 15° nella classifica dei punti ottenuti in casa (26) e in quella ottenuti in trasferta (13). Recupera invece posizioni nella graduatoria dell’anno solare, balzando alla casella numero 11. —

Flavio Lombardi

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