Gioco
Un tecnico, un amico, un padre Spinosa ha fatto esplodere anche Zima
LIVORNO. Pietro Spinosa, preparatore dei portieri. Per lui, nei primi Anni Duemila garantì Osvaldo Jaconi, di cui è un fedelissimo e che lo portò a Livorno ai tempi della serie C. Basterebbe questa vicinanza al Vodz, per chiudere qui la descrizione dell'importanza del lavoro di 'Pierino' (mai nome più fu inadatto perché lui è serissimo, altro che discolo come il protagonista delle barzellette). E' quasi superfluo nominare tutti i portieri che hanno beneficiato della sua sapienza e della sua saggezza. Allenatore tra i più apprezzati d'Italia, è un capitale della società. Da sempre ricopre il suo ruolo delicatissimo con professionalità fuori dal comune.
Non è solo l’allenatore dei portieri. Di loro è amico, confessore, acuto psicologo capace di leggere il benché minimo sbalzo umorale dei suoi assistiti con uno sguardo. La crescita esponenziale di Mazzoni negli ultimi anni è merito delle sue metodologie di lavoro sempre all’avanguardia. Il capolavoro però lo ha fatto con Zima, catapultato in campo dal secondo tempo di Lecce fino alla fine. Spinosa ha trasformato Lukas da portiere di riserva da tre presenze in tre anni, ad assoluto protagonista, sicuro di sé e capace di guidare la difesa con personalità.
Curiosità: nel 1996 a Foggia nello spareggio playoff Castel di Sangro-Ascoli Jaconi lo fece entrare al 120’ dopo che non aveva fatto nemmeno un minuto in campionato. Pierino parò i rigori decisivi e portò in B gli Abruzzesi. 23 anni dopo un suo ragazzo, parando un rigore a Foggia ha salvato il Livorno. —
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