Gioco
E ora dedicategli un monumento davanti allo stadio
In principio doveva essere l’arma tattica. Il fuoriclasse, l’arma illegale da utilizzare alla bisogna e senza fargli sparare tutte le cartucce troppo presto perché 35 anni non è un’età da ragazzino. Ben presto però ha iniziato a giocare, anzi a stragiocare, senza sosta. Che dire? C’è solo da ammirarlo. Da stropicciarsi gli occhi e ammirarlo.
Merita una statua a Piazzale Montello: non solo presenze e gol, anche otto assist. Lui è stato il Livorno, il padre putativo di un gruppo che se non si è smarrito nei momenti più bui lo deve a lui e ai giocatori più esperti. Pensava di fare un altro tipo di campionato. Per questo ha sofferto il triplo, il quadruplo degli altri. Ha mandato in estasi tutta Livorno. Eppure il primo coro per lui si è levato solo alla penultima giornata con il Carpi. Perché? —
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