Gioco
Breda dica 33: la pazza rincorsa del mister
Una media di 1,32 punti a gara per una proiezione di 47 punti nonostante tanti guai. E Spinelli pensa al nuovo contratto
Se a ottobre o novembre, mentre la squadra prendeva schiaffi ovunque e non sapeva reagire, qualcuno avesse parlato di salvezza diretta a fine stagione, quasi tutti i tifosi amaranto si sarebbero messi a ridere. E avrebbero fatto lo stesso a inizio febbraio, dopo un mercato deludente e senza i rinforzi giusti. E invece oggi c’è questa possibilità, anche se il Livorno non è padrone del suo destino.
Di certo non ha mai smesso di crederci Roberto Breda, l’uomo che ha cambiato faccia e atteggiamento alla squadra: c’è il suo lavoro, ci sono le sue idee, c’è la sua mano dietro la rimonta del Livorno, che sabato (ore 15 a Padova) proverà a certificare l’impresa. Anche se giocarsi la salvezza diretta all’ultima giornata è già un’impresa, ripensando alle difficoltà della prima parte del campionato. E a parlare per Breda sono anche e soprattutto certi numeri, come i 33 punti conquistati in 25 partite per una media di 1,32 a gara. Ecco, se il Livorno avesse avuto questo ritmo da settembre, oggi si ritroverebbe con 46-47 punti e forse con la possibilità di entrare addirittura nei playoff.
I DATI E LA RINCORSA
La prima mossa di Breda, arrivato dopo il tremendo ko interno col Perugia, è stata quella di dare coraggio a una squadra smarrita. Come? Togliendo un centrocampista e giocando sempre con tre uomini in fase offensiva, a differenza di Cristiano Lucarelli che schierava spesso una linea a 5 in mezzo al campo. «Dobbiamo essere sempre propositivi, se invece proviamo a gestire andiamo in difficoltà», spiegherà poi Breda.
Fatto sta che la crescita nel corso dei mesi è stata esponenziale, tranne quelle maledette settimane tra fine marzo e inizio aprile con quattro sconfitte di fila. Dalla prima vittoria col Foggia all’ultima sul Carpi, con Breda ci sono stati successi brillanti, su tutti il 2-0 al Benevento, e anche sofferti, come l’1-0 sulla Salernitana.
Ed è proprio all'Armando Picchi che l’ex tecnico del Perugia ha evitato la retrocessione diretta del Livorno, raccogliendo 23 dei 33 punti fatti sulla panchina amaranto. In totale sono arrivati 8 successi, 9 pareggi e 8 sconfitte, con 29 gol fatti e 32 incassati: la differenza reti di Breda recita -3, mentre nelle prime dieci giornate eravamo a -10. Certo, c’è stato anche qualche errore, ma di sicuro Breda è la miglior scoperta di questa stagione.
I CASI E IL FUTURO
Il tecnico amaranto ha dovuto anche affrontare diversi casi delicati, dalla sospensione di Mazzoni fino al rigore sbagliato da Giannetti a Foggia, toccando sempre i tasti giusti: per la porta ha dato subito fiducia a Zima, ottenendo risposte importanti, ma è stata intelligente anche la gestione di Giannetti, lasciato in panchina alla prima al Picchi post-Foggia (c’era aria di contestazione) e rilanciato poi a Verona dove ha ritrovato il gol dopo tre mesi. E a questo punto l’opera va completata sabato a Padova, con la consapevolezza che per la salvezza diretta dipende pure da cosa farà la Salernitana a Pescara e che comunque anche i playout sarebbero un mezzo miracolo. Poi si penserà al futuro, compreso quello di Breda, che nel contratto non ha il rinnovo automatico in caso di salvezza. Ma dopo una stagione così...
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