Gioco
La liberazione delle 16.54 e il grattacielo di piazza Roma
La liberazione arriva alle 16.54. Nello stesso minuto Abbattista fischia la fine di Livorno-Carpi e a Benevento segna Coda e finisce 3-3 col Padova. L’urlo è doppio. Perché noi vinciamo la partita più importante che intanto ci garantisce di disputare i playout e il Padova (nostro prossimo avversario) col pari retrocede matematicamente.
Quanto abbiamo sofferto, non ve lo diciamo neanche. Chi ama il Livorno, alle 17 era sfinito. Peggio di farsi 15 volte avanti e indietro le scale del grattacielo di piazza Roma. D’altra parte questa è la nostra storia, le vittorie facili non ci appartengono. Cosa ci aspetta adesso le potete leggere nelle pagine successive tra calcoli e possibilità varie (tantopiù dopo il clamoroso ko della Salernitana), intanto per ora siamo sicuri di evitare la retrocessione diretta: e, visto come era iniziato il campionato e come si erano messe le cose dopo le 4 sconfitte tra fine marzo e inizio aprile, è già una conquista.
Non è stato facile battere il Carpi. Per tante ragioni. Ma in primis perché quella di Castori è una squadra che sta bene fisicamente, corre, gioca; non siamo per nulla sicuri che sabato prossimo il Venezia farà una passeggiata in Emilia. Il Livorno è stato intelligente: approccio equilibrato alla partita senza sbilanciarsi, poi i ritmi sono saliti pian piano fino a prendere in pugno la partita a cavallo tra primo e secondo tempo. Il gol di Giannetti è arrivato al momento giusto, prima che iniziasse a prenderci l’ansia. Poi non l’abbiamo chiusa (con un paio di contropiedi divorati) ma è anche vero che in difesa abbiamo rischiato poco o nulla. Andava vinta così. E in più abbiamo finalmente ritrovato Giannetti che, insieme a un grande Raicevic e a un ottimo Diamanti, ci fanno sentire un po’ meno preoccupati sulla forza del nostro attacco
Il Livorno come detto ha dato poco ritmo nei primi minuti. Forse anche per il campo, pesante e col pallone che schizzava via al primo rimbalzo. Fatto sta che il primo tiro in porta arriva solo al 21’, un bel destro di Raicevic che Piscitelli devia in angolo. Il Livorno cresce, inanella un corner dietro l’altro ma non trova la zampata sottorete. Ci prova anche Dainelli alla mezzora ma ancora Piscitelli con la punta delle dita riesce a metterla fuori. Il Carpi riparte bene, Marsura pizzica più di una volta Di Gennaro, ma nel complesso il Livorno rischia poco.
Nella ripresa un siluro di Sabbione ci fa venire i brividi ma Zima vola a deviare in angolo. Poi, al 14’, il gol: solito cross di Diamanti, bravissimo Raicevic a difendere palla spalle alla porta, e servire Giannetti che di destro trova l’angolino.
È ancora lunga, la sofferenza la mettiamo in conto. Ma Zima deve intervenire solo coi pugni su Cissè, perché per il resto la difesa regge alla grande mentre il Livorno si divora il gol del 2-0. Ma va bene così. Va benissimo così.
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