La protesta
Arrighini, il pisano doc che sogna un regalo
la storia
Il destino del Carpi, ultimo col Padova a -5 dai playout, è praticamente segnato, ma il Livorno non può e non deve fidarsi di una squadra che cercherà comunque di chiudere con dignità.
Di certo non farà sconti Andrea Arrighini, attaccante pisano dei biancorossi, che in passato ha lanciato qualche frecciatina al Livorno e che oggi scenderà in campo come se fosse una finale. Anche perché da Pisa, negli ultimi giorni, gli saranno sicuramente arrivate decine di telefonate e messaggi su WhatsApp.
E chissà se il tecnico Castori punterà proprio sulle sue motivazioni, anche se nelle ultime settimane è finito spesso in panchina per far spazio al guineano Cissé (ex Benevento e Verona) nel classico 4-4-1-1. Fin qui Arrighini ha collezionato 4 gol in 33 presenze, un bottino tutt’altro che entusiasmante per una prima punta: a Carpi si aspettavano di più, eppure in serie B non è mai riuscito ad andare in doppia cifra.
Classe 1990, è esploso nella vecchia Lega Pro col Pontedera e ha giocato anche nella "sua" Pisa. Ma non è mai riuscito a lasciare una traccia indelebile nelle sue squadre. Qualche anno fa si era sparsa la voce di un interessamento proprio del Livorno, con i tifosi amaranto che presero subito le distanze sui social.
«Sono un pisano doc, non potrei mai giocare con la maglia del Livorno», commentò Arrighini. Oggi sarà al Picchi da avversario: va fermato per la salvezza, certo, ma anche perché il campanile ha sempre il suo fascino. E restare davanti al Pisa, per qualsiasi livornese, è sempre un piacere. —
Gianni Tacchi
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