Gioco
Due volte in campo per almeno 30 minuti: così Luci si gioca il futuro
Contro Carpi e Padova c’è in palio la salvezza in serie B e una strana clausola deciderà pure il rinnovo del capitano
La maglia 2020 gli è stata già consegnata. Era il 25 gennaio del 2018. In realtà il matrimonio fino al 2020 tra Andrea Luci e il Livorno non è ancora stato messo nero su bianco. E tutto per una strana clausola che rende ancora più thrilling questo finale di stagione. Per il Livorno e soprattutto per il campionato.
Per quale motivo? Quando lo scorso anno Luci firmò il rinnovo per l’attuale stagione, fu inserita una clausola nella quale il contratto di un anno si sarebbe trasformato in biennale (dunque fino a giugno 2020) soltanto se nell’attuale stagione avesse giocato almeno 25 partite. Ma c’era un’altra mini-clausola all’interno del contratto: in ciascuna di queste 25 partite, avrebbe dovuto giocare almeno 30 minuti. Entrare ad esempio a 10’ dalla fine, non sarebbe contato come “presenza”.
Visto che adesso siamo a 23 presenze, ecco che il capitano avrà il rinnovo (a cifre già fissate) solo se giocherà almeno mezzora sia contro il Carpi che contro il Padova.
E buon per il capitano che la partita di Verona si è messa in modo che ci fosse bisogno di lui nel secondo tempo. In vantaggio 3-1 e con Rocca ammonito, era importante far entrare Luci per blindare il centrocampo. E Breda ha messo dentro il capitano al 12’ del secondo tempo, dunque “in tempo” per mettere insieme la presenza necessaria.
Va detto che per Luci questo contratto ha inizio stagione si è rivelato una mezza trappola. Perché si presupponeva che ci fossero 40 partite a disposizione (le squadre inizialmente dovevano essere 21) e invece alla fine ce ne sono state solo 34 (il campionato è andato a 18).
Fatto sta che adesso per Luci c’è una doppia missione da portare a termine. Blindare il suo contratto col Livorno per chiudere magari qui la sua carriera, e portare la barca amaranto nel porto della salvezza. Sarebbero due buoni motivi per festeggiare alla grande. —
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