Il Tirreno

Livorno

Vairon-Man sconfitto sul ring di Barcellona: «Match da guerriero voglio il titolo italiano»

Mario Orsini
Vairon-Man sconfitto sul ring di Barcellona: «Match da guerriero voglio il titolo italiano»

Livorno, Lenti ha perso con Moya nel primo impegno internazionale «Ho sbagliato l’approccio, ma ho dimostrato il mio valore»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una sconfitta indolore, a Barcellona, contro Alejandro Moya; uno dei più forti superleggeri europei, con un super palmares di 4 vittorie ai punti e 7 per KO negli 11 incontri finora disputati da professionista.

Vairo Lenti, nonostante la battuta d’arresto, è tornato a casa con la consapevolezza di aver creato i presupposti per dare una svolta alla sua carriera pugilistica. E anche e soprattutto con la convinzione di aver disputato un bel match. Certezze che a qualche giorno di distanza dal ritorno nella sua amata Livorno si sono fortificate. Basta ascoltarlo. «È stato un match duro, difficile, specialmente nella prima parte».

Perché?

«Inizialmente non sono riuscito a scrollarmi di dosso tensione e nervosismo. E il mio avversario, grazie anche all’esplosività dei suoi colpi e a una maggiore esperienza su palcoscenici internazionali, ne ha approfittato».

Per tre volte ti ha costretto a mettere un ginocchio sul tappeto?

«Sì una volta nella seconda ripresa e due nella terza».

Come mai tutte e tre le volte non ti sei rialzato subito?

«Ho preferito far passare qualche secondo per recuperare pienamente la lucidità».

Poi però qualcosa è cambiato?

«Dalla quarta ripresa ho iniziato ad accorciare le distanze e a carburare a pieni giri e i frutti si sono subito visti. Diciamo che per Alejandro Moya la 5° e la 6° ripresa sono state molto dure. Se le riprese fossero state 8 o 10 l’esito forse, ma anche senza forse, sarebbe stato diverso».

Ti aspettavi un match del genere?

«Con babbo Roberto, mio allenatore e mentore, dopo aver visionato diversi video dei combattimenti del mio avversario avevamo ideato una strategia di combattimento che, però, non sono riuscito ad attuare pienamente specialmente nella prima parte del match».

Contento o dispiaciuto di essere andato a combattere a Barcellona?

«Sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Una scelta maturata per avere la concreta opportunità di misurarmi, ad alti livelli e anche con me stesso. Pere avere così le idee più chiare su dove avere la possibilità di arrivare. Con babbo abbiamo avuto un test attendibile delle mie possibilità e anche dei miei limiti. Ma abbiamo fatto vedere allo spagnolo anche quali sono i suoi».

Esperienza da ripetere?

«Penso di sì. Il promoter spagnolo dopo il match ci ha detto che ci richiamerà. E ha aggiunto che gli sono piaciuto perché abbiamo dimostrato, con i fatti, che eravamo venuti per cercare di portare a casa la vittoria e non per fare le comparse. Anche i telecronisti della televesione spagnola sono rimasti impressionati della mia prova e mi hanno chiamato il “guerrero livornese”. Inoltre i nostri collaboratori di Milano, non ancora nostri promoter ufficiali, ci avevano promesso che se avessimo fatto una bella figura a Barcellona la chiamata per il titolo italiano dei superleggeri si sarebbe avvicinata».

Ringraziamenti?

«A tutto il mio staff. Cominciando da mio babbo e Maestro Roberto e proseguendo con Fabrizio Trinca, Riccardo Niccolini della Popeye, la mia ragazza Giada Mambrini, la Bobbe Boxe, lo sponsor ufficiale Caffè Risorgimento e tutti i ragazzi livornesi che, in ogni circostanza, mi danno una stupenda carica per proseguire la mia carriera professionistica. A tutti dico: Abbiate fiducia, Vairon-Man, prima o poi, porterà la corona tricolore dei superleggeri a Livorno». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web