Gioco
Melosi si fa espellere a Fucecchio la Libertas 47 lotta ma cade
La Libertas Livorno 1947 ringhia, ma la Folgore Fucecchio si conferma squadra solida e fa sua gara-1 dei quarti di finale playoff di serie C Silver: 81-72 il punteggio finale a favore dei ragazzi di coach Marco Aprea, che hanno condotto per tutti i 40 minuti, anche se i livornesi erano stati bravi a ricucire il margine di svantaggio nonostante l’espulsione (forse eccessiva) di Alessio Melosi nel cuore del terzo quarto.
La Libertas ha il merito di non aver mollato di un centimetro e di essersi rimboccata le maniche trovando canestri importanti con Leonardo Niccolai, Federico Tellini e Luca Marini, tutti e 3 in doppia cifra. Sul più bello, però, il morso della stanchezza ha preso il sopravvento, vanificando uno sforzo spalmato sull’intero arco dei 40 minuti per restare in partita.
Match in salita fin da subito per la Libertas 1947, sotto al primo mini intervallo per 25-15, complici 2 falli che hanno costretto coach Walter Angiolini a richiamare Melosi in panchina; il quintetto labronico non si scompone e vince la seconda frazione limando due lunghezze ad una Fucecchio che trasforma in oro tutto ciò che le passa fra le mani (45-37 alla pausa lunga).
Nella ripresa, con Melosi out, Livorno si aggrappa alle iniziative dei suoi tre moschettieri esprimendo pure un buon basket, ma sempre in scia dei padroni di casa che timbrano il debutto ai playoff con un successo.
L’appuntamento adesso è per gara-2 mercoledì 1° maggio alla palestra D’Alesio (ex Gemini) alle ore 18.
E’ atteso il pubblico delle grandi occasioni, perché la serie è tutt’altra che chiusa. Fucecchio, se vuol passare in via Oberdan Chiesa, dovrà essere più forte di tutto. Anche di una polveriera pronta ad infiammare i propri beniamini. Oggi intanto è atteso la sentenza del giudice sportivo riguardo l’espulsione di Melosi (capitano), severa oltremodo dinanzi ad una protesta del numero 10 amaranto e per il semplice fatto che prima non era arrivato neppure un fallo tecnico. Non rimane che incrociare le dita, nella speranza che non sia una frase scritta su un bollettino a condizionare una serie playoff.
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