Gioco
«Maledetti episodi, ma siamo vivi» Di Gennaro ritrova l’entusiasmo
Il miracolo era quasi compiuto. Poi a un giro di lancetta dal minuto 90 è arrivato il maledetto pareggio del Palermo, buono solo a togliere ore di sono a mezza Livorno. Matteo Di Gennaro non si dà pace: «Maledetti episodi. C'è stato un periodo in cui non prendevamo mai gol: nel dubbio il pallone andava fuori. Ora invece appena gli altri hanno una mezza occasione e la buttano dentro. Dobbiamo essere un pochino più attenti in queste situazioni, anche se sul piano dell'impegno non c'è nulla da rimproverare a questo gruppo. Serve solo un pizzico di cattiveria in più per portare a casa i risultati».
Il Livorno è vivo, ma due punti nelle ultime tre sono pochi. Come se ne esce?
«Noi sappiamo quello che valiamo. Lo sappiamo da sempre. Non abbiamo mai mollato dall'inizio del campionato e nemmeno nelle singole partite. A Foggia dopo un primo tempo sofferto abbiamo rimontato. E con il Palermo abbiamo ribaltato la partita. Tutto questo significa che abbiamo qualità morali e tecniche elevate. Il gol segnato da Alino contro il Palermo ne è la dimostrazione. Su quelle qualità fondiamo le nostre speranze di salvezza. Ci crederemo fino in fondo».
Il periodo peggiore è alle spalle?
«Sì. Quello delle tre sconfitte consecutive è superato. Tra fine marzo e inizio e aprile abbiamo giocato tre partite una peggio dell'altra, ma un calo era da mettere in conto dopo la grande rincorsa dei mesi invernali. Adesso siamo stati bravi a rimetterci in corsa e ora non molliamo di certo».
Guardi la classifica e che pensi?
«È un campionato difficile. A tre partite dalla fine può ancora succede di tutto. Il Crotone sembra essere scappato, ha un organico con valori importanti, sicuramente non da questa zona della classifica. Era un caso che fosse dentro la lotta per la salvezza. Detto questo, noi ce la metteremo tutta. Cercheremo di fare più punti possibile in queste tre partite che restato e poi l'11 maggio, vedremo dove siamo, faremo i conti e le valutazioni del caso».
E ora il Verona. Pronostico chiuso?
«Verona, Carpi e Padova. Tutte quelle che verranno sono partite importanti. I calcoli stanno a zero. Dobbiamo pensare poco e fare risultato contro chiunque. Siamo in una situazione che ci costringe a non guardare in faccia nessuno: non agli avversarsi, non ai giocatori, non al blasone delle società. Dobbiamo andare, lottare e cercare di vincere».
Nella volata sono più importanti le gambe o la testa?
«Adesso la testa è importante. Chi sta meglio fisicamente va più forte, ma l'aspetto psicologico è fondamentale perché consente di gestire la tensione e i momenti nelle singole partite».
Il Carpi è tornato sotto. Vi preoccupa?
«Per la legge dei grandi numeri prima o poi una l'avrebbero pur dovuta vincere. E questo deve succedere anche a noi perché ce la meritiamo». —
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