Gioco
L’inferno, il risveglio, la chance gettata Ma il Livorno è vivo e prende un pari d’oro
Partita incredibile, prima la rimonta da 2-0 a 2-2 poi il Foggia fallisce un rigore ma al 93’ lo sbaglia anche Giannetti
Nove ore di viaggio all’andata e altre nove al ritorno: 18 ore per prendere gol dopo 7’, il tempo che il pullman dal Centro Coni ci ha messo per arrivare alla rotatoria di Tirrenia. Ci è crollato il mondo addosso. E invece alla fine è successo di tutto e ora siamo qua a chiederci se brindare, se mangiarci le mani, se esultare, se arrabbiarci. Servirebbe un giornale di 96 pagine per raccontare questa partita, una roba mai vista. Morti (2-0 per loro a fine primo tempo), resuscitati (2-2) alla mezzora della ripresa, a un passo dal baratro (rigore per il Foggia all’87’ parato da Zima), a un passo dal paradiso (rigore di Giannetti al 92’, sbagliato). Di tutto di più.
Alla resa dei conti abbiamo preso il punto che ci serviva e che ci tiene vivi. Perché restiamo appaiati al Foggia ma manteniamo il vantaggio nello scontro diretto per cui oggi noi saremmo ai playout e il Foggia retrocesso. Siamo insomma ancora padroni del nostro destino, e la sconfitta del Venezia ci fa mettere nel mirino anche un'altra squadra.
Se poi ci chiedete se questa squadra è guarita ed è tornata quella di due mesi fa, allora le certezze finiscono. Perché la squadra anche a Foggia ha fatto gioco, non ha mollato, ma stavolta abbiamo concesso troppo e resta il problema cronico dell’attacco che stavolta ci ha risolto un ragazzi, quel Gori che non si capisce come faccia a stare in panchina. Ci è piaciuto il coraggio col quale il Livorno ha creduto fino in fondo alla rimonta. Non ci è piaciuto (ma proprio per nulla) quel cambio di Breda che al 43’ va a togliere Diamanti per mettere Giannetti: a parte che AD23 tiene palla, recupera punizioni e più la partita è calda più si esalta, ma poi se ci fosse stato una punizione o un rigore? E infatti c’è stato… Non avremmo mai la riprova, ma a noi dateci Diamanti e voi prendete Giannetti.
Breda voleva giocarsela in modo diverso, il 3-5-1-1 (anche se Rocca partiva un po’ più alto) era un tentativo di prendere il centrocampo ma dopo 7’ il Foggia era già in vantaggio. Cross di Ranieri (perso da Kupisz), entrata sciagurata di Di Gennaro e palla nell’angolino basso sul secondo palo. Zima ci salva dall’immediato 2-0 uscendo a valanga su Kragl, poi esce un po’ il Livorno ma proprio nel momento migliore, ecco il 2-0 con Zima che prima salva su Mazzeo e poi cade sul sinistro di Kragl.
Nel secondo tempo Breda prova a mettere più sostanza davanti prima con Murilo e poi con Gori (al posto di un Raicevic inguardabile) ed è la mossa della svolta: il baby del vivaio viola la riapre al 23’ con un gran sinistro al volo naturalmente su cross di Diamanti. Il Foggia ha paura, Grassadonia si copre e sbaglia i cambi, prendiamo campo e alla mezzora ancora una palla d’oro di Diamanti e ancora la zampata di Gori. 2-2 ma deve ancora succedere di tutto. Il Foggia è in confusione ma trova un rigore per fallo di Luci: tira Mazzeo, vola Zima che devia sul palo e salva. Il tempo di esultare e la scena si ripete dall’altra parte: fallo di Billong, va sul dischetto Giannetti che si fa parare il tiro da Leali.
Farà tanto discutere questa partita. Ma forse la cosa migliore è prendere il punto e pensare al Palermo.
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