Il Tirreno

Livorno

«Ho visto di nuovo un Livorno vivo Forza, non è finita»

Fabrizio Pucci
«Ho visto di nuovo un Livorno vivo Forza, non è finita»

Andrea Luci cerca una luce dopo la sconfitta col Brescia «A Foggia ci attende una bolgia, guai non essere pronti»

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Capitano, mio capitano, dai tu l’esempio, come riesci fare dal 2010 quando hai indossato per la prima volta la maglia amaranto. Fa’ che questa squadra si rialzi anche dopo la mazzata inferta dal Brescia a pochi secondi dal termine del posticipo di lunedì. Indica la strada a compagni e tifosi.

Andrea Luci, come tutti quelli che hanno sostanza amaranto nelle vene, ha passato una notte insonne a rimuginare su quel punticino evaporato quando ormai sembrava già sistemato nella casella della classifica: «Peccato – dice subito – perché contro il Brescia abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Siamo stati aggressivi, ci abbiamo messo voglia, cattiveria e grande intensità in mezzo al campo. Poi è arrivata quell’ingenuità fatale sul gol e abbiamo perso vanificando tutti i nostri sforzi. Purtroppo può succedere quando davanti c’è una grande squadra. Davanti avevamo il Brescia che non è primo per caso, ma dinanzi al quale non abbiamo affatto sfigurato. Anzi».

Il Livorno continua a non segnare. Perché?

«È difficile dirlo. Anche con il Brescia abbiamo sviluppato tanto gioco partendo dalla difesa e anche a centrocampo, però poi negli ultimi trenta metri siamo davvero troppo sterili. Dispiace perché creiamo tanto, buttiamo tante palle dentro l’area di rigore dei nostri avversari, ma non riusciamo quasi mai a finalizzare».

Da dove si riparte dopo questa sconfitta?

«Dobbiamo girare subito pagina e limitare al minimo gli errori nelle ultime cinque partite. Dobbiamo mettere in ogni partita lo stesso atteggiamento che abbiamo tirato fuori con il Brescia».

Perché questa grinta non è stata tirata fuori con Perugia, Cremonese e Cittadella?

«In effetti se avessimo giocato quelle partite bene come quella dell’altra sera, non le avremmo perse. Non so perché ma prima di lunedì ci eravamo come smarriti e abbiamo sbagliato atteggiamento. Dico questo proprio perché secondo me con il Brescia la prestazione è stata buonissima a parte la scarsa incisività offensiva. Quanto al motivo del calo accusato nelle precedenti tre uscite, mi preme ricordare che nelle prime undici partite avevamo raccolto appena cinque punti. Per questo motivo abbiamo dovuto fare una grandissima rincorsa per arrivare a giocarci la salvezza nelle ultime giornate fino alla fine».

Questo significa che siete in riserva di energie?

«No, vuol dire che partire con un handicap del genere non è facile per nessuno. Noi abbiamo tenuto botta e siamo riusciti a rimetterci in corsa e questo è un merito che va dato a questo gruppo. E’ normale aver pagato dazio con un momento di difficoltà dopo aver speso molto per scalare la classifica. Ora dobbiamo fare un ultimo sforzo per raggiungere la salvezza. L’impresa è difficile, ma ce la dobbiamo mettere tutta».

A Foggia sarà un vero e proprio spareggio…

«Eh sì. Non finirà lì il campionato, ma quella sarà una partita pesante. Molto pesante. Sappiamo che troveremo un ambiente caldissimo e quindi dobbiamo prepararla bene anche sul piano psicologico».

Ci si presenta con quattro sconfitte consecutive sulle spalle. Un peso ulteriore?

«La sconfitta con il Brescia fa più male perché arrivata in extremis. Il punto ci avrebbe dato morale e invece abbiamo visto vanificati i nostri sforzi. Abbiamo comunque qualche giorno a disposizione per smaltire la delusione e preparare nel migliore dei modi la trasferta di Foggia. Qui nessuno si arrende. Anzi. In queste ultime cinque giornate daremo tutto e di più per conquistare la salvezza». —

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