Gioco
Breda regala una carezza al suo Livorno: «Abbiamo reagito, col Brescia ci saremo»
Livorno, il mister amranto: «Io a rischio esonero? Quando hai i pantaloni che ti bruciano, puoi correre i 100 metri più veloci della tua vita...»
LIVORNO. Roberto Breda è sereno, non si cura delle voci secondo le quali rischia l’esonero- «Una volta un signore disse: quando hai il fuoco che ti mangia i pantaloni, puoi correre i cento metri più veloci della tua vita». Sorride, il mister e riprende. «Certe cose fanno parte del mestiere, l’anno scorso sono stato esonerato a Perugia a obiettivo stagionale raggiunto e non me lo aspettavo. Quindi non do niente per scontato. Aggiungo, che il pepe che c’è per la classifica e per la mia posizione, stimola tutti quanti a trovare le migliori soluzioni per ottenere ciò che desideriamo».
Questa è una partita da dentro fuori…
«Importante, sicuramente, perché dobbiamo invertire la rotta. In una settimana abbiamo rimesso in discussione tutto; compreso l’ottimismo che avevamo. E’ importante la partita col Brescia, ma sono importanti anche quelle che verranno. La domanda è: siamo quelli di 10 gol subiti nelle ultime tre partite, o quelli che ne han presi 15 dall’undicesima di andata fino alla nona di ritorno?»
Bisogna arrivare a 42 e sarà difficile per salvarsi senza playout…
«La B è difficile. Tutte le squadre, ma proprio tutte, hanno avuto flessioni. Lo stesso Brescia, prima dell’ultima che ha vinto veniva da due pari e una sconfitta. E il Benevento? Tre sconfitte consecutive ed un pari. Siamo partiti talmente in basso che abbiamo margine di errore pari a zero. Ma non si può pensare di non avere un momento negativo».
Protti ha parlato di testa, cuore e gambe.
«Tutte e tre le componenti servono. Quindi, grande intensità, grande aggressività, ma ragionando. Usare la testa non significa non ragionare, ma capire quando hai le difficoltà ed agire di conseguenza. Poi, tanto cuore, che riesce spesso, a farti fare qualcosa in più. Le gambe, ci sono, la benzina non è finita…».
Come è stata questa settimana?
«Hanno lavorato tutti col giusto atteggiamento, con la giusta incazzatura».
Giocare al lunedì, conoscendo i risultati delle altre, può condizionare?
«Penso che saremo concentrati solo sul Brescia, sapendo che è solo una delle ultime sei tappe di questo torneo. Anzi, sotto determinati punti di vista, giocare di sera, con la temperatura più mite, potrebbe non danneggiarci».
Situazione infortunati?
«Bogdan ha un problema alla schiena che si portava dietro prima della sosta. La pausa sarebbe stata perfetta per recuperarlo in pieno ma, come ha già detto Facci in settimana, il fastidio si è acuito con un super lavoro fatto in ritiro con la sua nazionale. Non sarà convocato. Agazzi invece l’ho visto molto bene. Diamanti ha avuto degli acciacchi, ma conto di avere tutti disponibili».
Il presidente definisce gli acquisti di gennaio dei flop. Ha aggiunto che vorrebbe vedere i giovani attaccanti in campo…
«Da allenatore, dico che la colpa non si da a nessuno. Quando facevamo i risultati eravamo sempre gli stessi. Piuttosto, dobbiamo cercare tutti di dare di più. Canessa e Gori hanno buone prospettive ma io cerco gli equilibri. Se alla Juve quest’anno, dovessero far giocare Mandzukic per quanti gol ha segnato, credo farebbe tanta panca. Invece fa il capitano».
Soffriamo le squadre che si presentano col 4-3-1-2. Qualcosa può cambiare?
«Sono state provate tante cose. Una settimana intera a disposizione ci voleva. Col Lecce però, solito schema avversario iniziale e facemmo bene, cambiarono modulo loro nella ripresa. Idem con l’Ascoli- Noi si deve pressare alto, a Cittadella abbiamo provato ad attendere ed abbiamo fatto male. La nostra natura è di andare a prenderli nel loro campo».
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