Ci fosse “Ancora un secondo”... Ecco il basket visto da un arbitro
Presentato il libro-manuale di Francesco Lombardo; dai diverbi sul parquet fino alle amicizie profonde fuori dal campo
l’iniziativa
Qualsiasi tifoso di basket sarebbe disposto a perdonare a un giocatore della propria squadra un 3/11 da tre punti, ma mai e poi mai passerà a un arbitro più di due o tre errori durate una partita. Eppure quasi nessuno sa che una direzione di gara sarà ritenuta buona se l'arbitro non avrà fatto più di 8 fischi omessi o sbagliati. Questo e tanto altro si impara dalla lettura di “Ancora un secondo” un libro-manuale di Francesco Lombardo, arbitro con esperienza quasi trentennale, destinato a giovani colleghi ma anche a tutti quelli che, giocatori, allenatori e semplici spettatori sono attori di una partita di basket per capire meglio l'applicazione del regolamento della pallacanestro e quello che un arbitro deve (o dovrebbe) fare prima, durante e dopo una partita. Patrocinato dal Comune di Livorno e presentato nella sala cerimonie (gremita da oltre 100 persone fra le quali tanti volti noti del basket) del Circolo Ufficiali della Marina, alla presenza del Comandante dell'Accademia ammiraglio PierLuigi Ribuffo e dell'assessore allo sport Andrea Morini. ha visto al tavolo dei relatori, oltre all'autore, il sindaco Filippo Nogarin, gli onorevoli Sasso Deidda e Donzelli della Camera dei Deputati. Moderatore e “anima” dell'iniziativa Bruno Jaluna, assessore alla cultura a Montecatini Terme, ma dai più conosciuto come allenatore-santone delle minors toscane nonché apprezzatissimo scrittore di libri gialli. Il libro scorre via nelle mani con la stessa durata di una partita. Si scoprirà, per esempio, che da diverbi al limite dello scontro fisico nel corso di un dopo partita fra un arbitro e un dirigente societario possono nascere, poi, amicizie profonde e durature. Arricchito da interventi di personaggi del basket come Massimo Faraoni, Andrea Niccolai, Stefano Ursi, Andrea Daviddi e altri, è destinato alla raccolta fondi in favore del Centro Parkinson dell'Università degli Studi di Genova. Un motivo in più per non farselo scappare.
F.P.
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