Gioco
Le nozze di Figaro A 42 anni raggiunge le 800 partite tra i pali «E non finisce qui...»
Numero uno del Picchi, fa il portiere da quando aveva 6 anni «Non ho vinto titoli, ma sono fiero di ciò che ho fatto e dato»
Trecento presenze in 10 anni di militanza in amaranto. Per questo l’Armando Picchi, prima del fischio d’inizio della gara vinta per 2-1 contro il Cascina lo scorso 31 marzo, ha consegnato una medaglia d’oro a Francesco Figaro.
Portiere classe 1977, una bandiera della società oggi presieduta da Stefano Conti, ma più propriamente una bandiera del calcio dilettantistico livornese. Compirà 42 anni a settembre e gioca da quando ne aveva 6: in ben oltre trent’anni di carriera, Figaro ha difeso i pali di numerose squadre e collezionato circa 800 presenze solo tra i Dilettanti.
«So bene che l’età si fa sentire, ma io mi diverto ancora a giocare – dice il portiere livornese -, perciò vivo alla giornata, senza fare piani per il futuro». Contro il Cascina, Figaro ha giocato da titolare e contribuito a un successo fondamentale per alimentare le speranze del Picchi di entrare nei playoff; è seguito poi lo 0-0 in casa del Fratres Perginano e, a due turni dalla fine del campionato di Promozione girone C, gli amaranto sono quinti a quota 44 punti e ora hanno davanti due gare decisive dopo il doppio weekend di sosta dei campionati: domenica 28 aprile a Banditella arriverà l’Audace Galluzzo, quindi ultima giornata ad Albinia il 5 maggio. «Sono due gare molto impegnative – afferma Figaro -, ma noi proveremo fino in fondo a raggiungere i playoff. Siamo un gruppo fatto di tanti giovani ma con valori importanti e non a caso ci troviamo a lottare ai piani alti».
L’emozione per la medaglia per le 300 presenze è arrivata naturale. «È stata una piacevole sorpresa fatta dalla società, a cui io sono molto grato per avermi dato la possibilità di rientrare dopo un grosso infortunio alla spalla, considerando la mia età. Mi sembrava una cosa impossibile, invece, con l’aiuto della società, della squadra e dei preparatori sono riuscito a coronare questo sogno».
È il maggio del 2018 quando Francesco si procura un brutto infortunio alla spalla, che lo porta dritto a Milano in sala operatoria, per la ricostruzione dei legamenti. L’intervento riesce, ma poi segue una lunga e intensa riabilitazione.
«Piano piano – continua il numero 1 amaranto – sono rientrato nel gruppo e da ottobre sono di nuovo a disposizione. Da allora mi alterno tra i pali con il mio collega di reparto Malasoma, con cui c’è un bel rapporto che ci permette di vivere il nostro ruolo in armonia e senza competizione. Io devo ringraziare i preparatori dei portieri Fabrizio Boccafogli, Rossano Rosellini e Federico Bottoni, che durante il mio recupero mi hanno aiutato un sacco per favorire il mio rientro in campo. Anche con mister Nicola Sena c’è un buon rapporto, ma sono grato soprattutto alla società, che, considerando la mia età poteva benissimo fare altre scelte, invece ha creduto in me e questo non lo dimenticherò mai. Inoltre, dico grazie anche ai dirigenti Adriano Ambrosini e Maurizio Castello, che non fanno mancare mai niente alla squadre».
Tanti anni di carriera, tante pagine da ricordare. «Il ricordo più recente è il rigore parato contro la Pecciolese (lo scorso 20 febbraio, ndr), in uno scontro diretto molto importante. E poi ricordo la finale di Coppa Italia persa nel 2016 a Firenze contro la Zenith Audax, un rammarico che resta».
Dieci stagioni in Promozione sfiorando più volte quel salto di categoria che non è ancora arrivato. Ma a livelli superiori Figaro ha giocato altrove. Nato calcisticamente nel Jemboree, Francesco passa successivamente al Rosignano e poi veste l’amaranto del Livorno Calcio per sei stagioni, fino alla Berretti. In seguito, l’estremo difensore classe ’77 si trasferisce al Guasticce, dove passa oltre dieci stagioni tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria. Quindi, nel 2009, l’approdo all’Armando Picchi. «Non posso vantare titoli nella mia carriera, ma circa 800 partite giocate tra i Dilettanti e il piacere di sentirmi sempre giocatore. Per questo, adesso penso solo a portare in fondo questa stagione meglio che posso».
Nella vita privata, Figaro ha un lavoro da Azimut-Benetti e, soprattutto, una splendida famiglia con tre figli maschi, l’ultimo dei quali nato a dicembre 2018. Il più grande, Giorgio, ha 13 anni e gioca da centrocampista nei Giovanissimi del Portuale Guasticce, mentre Gianmarco, che ha 8 anni, indossa la maglia del Picchi e si alterna in attacco e tra i pali. Sarà lui il tuo erede in porta? «Deve fare quello che si sente – replica Francesco da buon padre -, ma onestamente mi fa piacere che i miei figli giochino a calcio. Viviamo sui campi e anche mia moglie Chiara ci segue sempre e la ringrazio infinitamente per condividere la nostra passione». —
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