Italia
Lenti sul ring a Barça «È la mia occasione»
Venerdì il pugile livornese affronta il talento spagnolo Moya «So che ci sono tante insidie, ma sto bene: posso vincere»
. Vairo Lenti, venerdì a Barcellona incrocerà i guantoni con Alejandro Moya, 26 anni, uno degli astri nascenti del florido pugilato spagnolo: 7 vittorie per ko e 3 ai punti. «Sono consapevole che sarà un incontro pieno di insidie, contro un avversario sulla cresta dell’onda, favorito anche dal fatto di combattere in casa. Per me è l’occasione di mettermi alla prova per cercare di risalire il ranking, senza andare a cercare scorciatoie».
Match con tante insidie...
«Capisco che non sarà una passeggiata. Però c’è anche il risvolto della medaglia. Una vittoria contro un avversario così forte e quotato potrebbe dare una bella sterzata, in senso positivo, alla mia carriera».
Lenti, 26 anni, professionista da tre 3. Perché questa scelta?
«A quasi 27 se vuoi fare il pugile devi saper prendere al volo le eventuali possibilità che capitano».
Chi le ha proposto il match?
«Un procuratore della Royal Boxe Team Milano poco più di un mesetto fa».
Ha accettato subito?
«Con babbo Roberto, che è anche il mio maestro, dopo aver visionato qualche filmato di Moya abbiamo deciso di accettare con la convinzione di aver fatto la cosa giusta: fisicamente e tecnicamente, pur non essendo al top, ero abbastanza preparato. Inoltre avevo la possibilità, come in realtà poi ho fatto, di intensificarla».
Quanto si è allenato?
«Tanto, mediamente tre ore abbondanti al giorno. A curare aspetti importanti della preparazione atletica è stato il maestro Fabrizio Trinca. A quella tecnica ci ha pensato babbo Roberto. Un vero numero uno, lo dico con convinzione e con l’orgoglio di figlio».
Tatticamente come gestirete l’incontro?
«Alejandro e un pugile longilineo, con un bell’allungo e una guardia abbastanza chiusa. Aspettarlo e cercare di colpirlo di rimessa non sarebbe la tattica giusta. Per questo cercherò di aggredirlo e di approfittare di momenti di pausa che ha sempre ne gli incontri».
È la prima volta che combatti lontano dall’Italia?
«Sì. Però per un paio d’anni ho vissuto e mi sono allenato a Londra. Inoltre per una quindicina di giorni nel settembre scorso mi sono allenato a Miami dove ero in gita, a casa di amici, con la mia ragazza Giada Mambrini».
Giada cosa pensa di questa tua passione?
«Mi supporta e mi supporta. Conviviamo da 5 anni e siamo felici insieme. Andiamo in Spagna convinti di poter vincere e fargli vedere come picchiano i livornesi. Sul ring ho rispetto per tutti ma non mi spaventa niente e nessuno». —
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