Gioco
Noi in cinque punte 10 gol Donnarumma da solo 25...
Il problema degli attaccanti è sempre più evidente e a gennaio non è stato risolto Dumitru a secco, Murilo un solo centro, Raicevic segna una rete ogni 503 minuti
Ventinove reti segnate in 30 giornate (il calcolo di ogni singolo match si basa senza recupero) significa gioire una volta ogni 93,10 minuti di gioco. In parole povere, non basta una partita intera per buttarla dentro. Dumitru, Raicevic, Giannetti, Murilo e Gori, tutti quanti insieme, riescono a fare una somma appena superiore al bottino che da solo può vantare Alino Diamanti. Dieci bersagli in cinque, contro i nove centrati dal Van Gogh di Prato. Una tristezza scorrere la classifica marcatori e vedere confermato che le punte brave fanno poi la differenza in classifica. Ed in serie B, a questa tesi non si sfugge mai per tradizione.
In questo campionato, ecco Coda del Benevento e La Mantia del Lecce a 15, ma ci sono i 17 di Mancuso del Pescara, o i 24 di Donnarumma in quel Brescia dove pure Torregrossa è a quota 11. Ma anche avere uno come Simy (12), per il Crotone adesso è oro e può fare la differenza nella lotta salvezza. Viene infine da piangere, riscontrando che il pistoiese Moncini, inutilizzato alla Spal, ha debuttato il 26 gennaio con la maglia del Cittadella ed è già a quota 9, comprendendo la doppietta ai nostri danni. Segnare poco non sarebbe in assoluto un dato fallimentare, lo è invece se la difesa imbarca acqua.
Per fare un esempio positivo in casa amaranto, vediamo nel 1979/80, serie C1, la formazione allenata da Tarcisio Burgnich che chiuse il campionato realizzando la miseria di 20 gol. Però ne subì 11, e fu “solo” terzo posto dietro le promosse Catania e Foggia. Insomma per fare una stagione che sia senza sofferenza, non si sfugge da una di queste regole. Attacco attrezzato e retroguardia nella norma, oppure attacco e difesa che pungono e subiscono in ugual misura. Ed invece al momento siamo a 43 reti incassate, di cui 10 nelle ultime tre partite.
COOP A SINGHIOZZO
Spesso, quando si analizza la prolificità del reparto avanzato di una squadra che coinvolge tutti nel gioco e porta al tiro tanti protagonisti, la si chiama cooperativa del gol. Quella del Livorno, almeno nei piani, avrebbe dovuto esserlo, ma gli ingranaggi hanno presentato troppi granelli di sabbia e non c’è mai stata una vera esplosione. Tanto attesa, quanto vana. Quattordici sono i giocatori andati a referto ed escludendo gli attaccanti di ruolo ecco a quota 1 Porcino, Di Gennaro, Salzano, Bogdan, Gonnelli, Rocca, Luci, più Pedrelli (sbloccò il risultato a Carpi) e Bruno (suo il 3-1 col Foggia).
LE CIFRE DELL’ATTACCO
C’è poco da bluffare. Uno scorre le tabelle e si sgomenta. Roba da brividi all’equatore, colpi di caldo invece se si trova al Polo. Filip Raicevic è sceso in campo 25 volte, di cui 18 dall’inizio per un totale di 1511’. Tre reti, per fortuna tutte decisive, alla media di una ogni 503’, Niccolò Giannetti ha 21 presenze (11 da subito), e con 5 gol in 989’, fa un urlo ogni 198’. L’ultima volta, 10 partite fa, terza di ritorno al Picchi, con l’1-0 al Cosenza sotto la curva nord. Nicolao Dumitru, 8 volte nella mischia, 390’ giocati e due assist, Gabriele Gori, 2 fiches ed un gol in 52’. Peggio di tutti, Murilo: 24 presenze per 1574’ ed una rete. —
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