Il Tirreno

Livorno

col benevento un altro tonfo 

Dal quinto posto al quintultimo Anche la Primavera in piena crisi

Alessio Traversi

La squadra di Cannarsa non vince in campionato dal 16 febbraio, nelle ultime tre sconfitte sono state incassate addirittura 13 reti

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Non è solo la prima squadra a soffrire. In parallelo con le vicissitudini del team di Breda, le ultime settimane hanno fatto registrare anche un vistoso calo della Primavera, oggi definitivamente estromessa dai play-off e repentinamente passata dal quinto al quintultimo posto.

Si dirà che il girone è ristretto, ma le cifre sono comunque impietose: se si esclude il successo racimolato nella prima gara del torneo di Viareggio contro l'Atlantida Juniors, la squadra di Cannarsa non vince dal 16 febbraio. Sono state in particolare le ultime tre sconfitte a fare la differenza: contro Foggia, Pescara e Benevento il Livorno ha infatti subito ben 13 reti, mettendone a segno solo una. Ma è anche la differenza reti complessiva a inquietare: gli amaranto, a una sola giornata dalla fine, scontano il peso di un -11, laddove il girone di andata, a dicembre, si era chiuso con un +2.

Severo pure l'esito del confronto in termini di punti: nel girone di andata furono 17, in quello di ritorno solo 7; anche in caso di successo nell'ultimo match contro la Lazio, la bilancia resterebbe dunque ben lontana dalla posizione di equilibrio. Per ultimare il quadro appare infine indicativo qualche singolo, brutale, raffronto: il Benevento? Battuto all'andata per 2 a 0, ha appena rimandato gli amaranto a casa sotto sei reti; il Foggia? Liquidato con un 3 a 1 a Banditella, un mese fa ha inflitto al Livorno un netto 4 a 1. E non stiamo parlando delle squadre più competitive del girone. Spiegare le ragioni di questa parabola discendente non è facile.

Può essere che abbiano pesato certe trasformazioni in corso d'opera, in particolare quella che, a metà stagione, ha cambiato fisionomia alla difesa amaranto, quando prestiti e cessioni hanno portato altrove elementi di peso come Santini, Casanova, Milani e infine Romboli, più volte tra i pali nelle prime uscite. Ma limitarsi a questo significherebbe essere ingenerosi con chi ne ha preso il posto e inoltre non tener conto del fatto che invece dalla linea mediana in poi la squadra è sostanzialmente rimasta la stessa.

Non si possono però neppure imputare queste difficoltà a un ipotetico calo di motivazione, dato che esse si sono manifestate proprio quando gli stimoli, con la partecipazione al torneo di Viareggio e i play-off a un passo, avrebbero invece dovuto essere più forti. Bisognerà quindi fare mente locale. Certo è un finale di stagione un po' diverso dai precedenti: è vero che si era nel mondo della Berretti e della Lega Pro, ma il Livorno arrivava comunque da uno scudetto conquistato e da un altro perso solo nella finalissima. —



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di Redazione web