Gioco
«Voglio grinta e aggressività All’andata ci hanno sofferto»
Breda mantiene l’ottimismo: «Tutte le squadre hanno avuto un momento di calo e noi siamo pronti a ripartire. Agazzi? Sta bene ma non è il salvatore della patria»
Arriva Roberto Breda e, prima di entrare nel dettaglio del match, si spiega l’ingaggio di Baiocco. «Il ruolo è delicato. Mettiamo che a Zima prenda un raffreddore e si avesse quindi bisogno di cambiare il portiere, non possiamo mettere dentro un ragazzo bravo e di prospettiva come Crosta, ma pur sempre inesperto per gestire certe situazioni in un momento topico del campionato. Entro il 30 marzo potevamo agire anche sul mercato degli svincolati. La società si è tutelata».
Terza partita in una settimana, ci arriviamo con due sconfitte. Il peggior momento della sua gestione. Come si approccia al match col Cittadella?
«Con la voglia matta di far punti. Il passato è agli archivi e dobbiamo dimenticarlo. Credo che non ci sia in questo campionato una squadra che non abbia patito un attimo di crisi. Penso al Benevento in questi ultimi tempi. Ed i sanniti stanno lottando per ben altri obiettivi rispetto ai nostri. Questo è un campionato difficile, in cui nessuno ti regala nulla e dove tutti possono fare risultato con tutti».
C’è delusione dopo il match con la Cremonese…
«Dobbiamo provare ad essere bravi a trasformare l’insoddisfazione di questi ultimi 180’ in voglia di riscatto, su un campo ostico e contro una squadra difficile».
Lei, col Cittadella all’andata era alle prime battute da mister del Livorno. Questa partita ha differenze con quella dell’andata? Come affrontare i veneti?
«Sono forti, organizzati e giocano a memoria, avendo inserito poi elementi migliorativi come Moncini preso a gennaio. All’andata, quando avevamo meno certezze di ora, li abbiamo messi in difficoltà. Dobbiamo essere bravi a ripeterci e limitare la loro aggressività».
Qualcosa pensa di cambiare? Qualcuno con i grigiorossi ha deluso…
«Come sapete, io parlo sempre del gruppo e mai dei singoli. Sia nel bene, che nel male. Vero che il gruppo manifesta sempre la somma dei singoli, ma io guardo sempre nel complesso».
Ci possiamo attendere qualche variante?
«Di sicuro, dobbiamo pensare a sostituire Luci che è squalificato. Quindi qualcosa certamente sarà diverso. Nell’ultima conferenza stampa vi ho dato un titolo dicendo che Diamanti avrebbe giocato e non ha portato bene. Vi lascio con tutti i dubbi del caso».
Giocatori come Fazzi, hanno risentito dell’importanza della partita, o c’è stato qualche richiamo di preparazione durante la sosta che è stato più dannoso che vantaggioso?
«La preparazione alla gara è stata breve. Io non cerco mai alibi, tuttavia dico che sia quando abbiamo giocato a Spezia, sia nell’occasione del match ultimo, abbiamo osservato un giorno di riposo in meno rispetto alla avversaria di turno. Fra il riposare 48 o 72 ore, c’è differenza. Comunque, nell’arco di una stagione, ci possono essere momenti in cui la gamba non gira a mille, anche se non credo che contro i lombardi si possa dire che non siano arrivate occasioni. Guai a dare la colpa a Fazzi poi. Nella ripresa non c’era e abbiamo preso due gol. Forse un mese fa questa partita la avremmo pure vinta».
Kupisz è arrivato giocando subito. Poi è sparito dai radar…
«Il ragazzo come tutti gli altri, si impegna. Può darci ancora una mano, ma di scontato a questo mondo non c’è nulla. Odio l’apatia. Tutti debbono prendere esempio da Porcino. Fuori dai giochi per lungo tempo, ha dimostrato negli allenamenti la reazione positiva per mettersi in luce e convincermi a metterlo dentro. Il polacco si sta allenando bene, ed è tra quelli sotto osservazione».
Agazzi è disponibile. Parte dal primo minuto?
«Sta bene, si è allenato tutta la settimana con gli altri. Ma non è che se c’è lui è il salvatore della Patria. Altrimenti, diamo alibi agli altri. Qui conta solo il gruppo ed è il gruppo che vince o che perde».
Tante occasioni, con la Cremonese, in area piccola e non sfruttate. Si è pagato a caro prezzo…
«Però significa che abbiamo attaccato bene, altrimenti lì non arrivi. A volte la frenesia di voler spaccare il mondo, ti toglie lucidità. Guardate Murilo: ha perso una frazione di secondo in concentrazione perché credeva di essere in fuorigioco. Ed ha tirato senza la convinzione che serviva».
Murilo, Raicevic, oppure si pensa ad almeno una alternativa fra i due, attingendo da Giannetti e Gori?
«Murilo è in crescita ma sono convinto che può fare di più, Giannetti non è escluso, ma tanto dipende dalle caratteristiche degli altri. Raicevic ha sempre un suo perché e Gori sta guadagnando punti. Vedremo chi gioca...». —
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