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AMARANTO: L’INTERVISTA 

«Partita non facile ma serve il riscatto dopo il ko di Perugia Le punte? Io mi fido»

Flavio Lombardi
«Partita non facile ma serve il riscatto dopo il ko di Perugia Le punte? Io mi fido»

Breda teme l’avversario: «È una squadra in ripresa» E per la prima volta alla vigilia non annuncia i convocati

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È il primo d’aprile, il mister non segue i social, ma scopre in sala stampa che anche lui è stato protagonista di un pesce. C’è infatti chi ha annunciato il suo esonero come un fulmine a ciel sereno, pagando a caro prezzo la sconfitta di Perugia. Qualcuno ha pure abboccato… «Per uno che allena in questa città, penso sia il minimo essere protagonista di scherzi simili. Qui, ricordo la beffa delle teste di Modì, e Livorno, per fortuna, è anche questa. Una cosa divertente, che apprendo adesso, che fa capire, nonostante le difficoltà, la voglia di scherzare. Lo ritengo un fatto positivo».

Ed a proposito di un giorno speciale dell’anno in cui si può dire cosa vogliamo, i tre infortunati (Agazzi, Bogdan e Diamanti, ndc), ce la fanno a recuperare?

«Una volta ogni tanto, vi dò un titolo. Diamanti c’è, Alino gioca sicuramente. Per quanto riguarda gli altri, vediamo. Sono sulla via del recupero, ma mi riservo la rifinitura di domani (stamani) per sciogliere ogni riserva. Ci sono valutazioni che ancora devo fare e anche la mezza giornata in più della rifinitura del martedi mattina, al termine della quale diramerò l’elenco dei convocati, me la prendo tutta. Ad ora, posso dire che Agazzi è un pochino più indietro come condizione».

Se Bogdan, dovesse restare ai box, è deciso ad insistere su Boben invece di Gasbarro?

«A Perugia, mi serviva un difensore con certe caratteristiche. Giusto o sbagliato, nella partita precedente, ho fatto delle valutazioni».

Partita decisiva con la Cremonese?

«Vengono da tre risultati utili consecutivi e rappresentano una squadra partita con ben altri obiettivi. Stanno trovando un certo equilibrio e per noi non sarà una partita facile. Tra l’altro, perdendo noi in trasferta, poi siamo obbligati a far bene al Picchi. Non è sempre facile».

Al Curi, sono stati presentati tre attaccanti. Sempre sterili, avulsi…

«Sono usciti poi tutti e tre. Guardando alle mie convinzioni sull’ultimo match, ricordo che quando abbiamo iniziato con un centrocampista in più, non abbiamo guadagnato in equilibri. Anzi, come a Spezia, ci siamo abbassati. E, nonostante mi mancassero Murilo e Diamanti, che sanno agire tra la linea di difesa e centrocampo avversario, ero convinto che avremmo potuto fare comunque bene sfruttando gli spazi che in quella zona loro concedevano. Sabato abbiamo avuto buone trame e positiva occupazione degli spazi. Ma una volta passati in svantaggio, ci siamo sciolti, non riuscendo più a fare cosa volevamo».

Ha tratto degli insegnamenti?

«Dobbiamo avere più compattezza e badare al sodo. Come quando, a Palermo e Carpi, siamo stati un po’ più bruttini ma efficaci. Nell’ultimo periodo abbiamo invece inteso essere belli come quando siamo all’Ardenza. Tornassi indietro, qualcosa cambierei. Ma senza gettare la croce addosso a nessuno, perché questo è un bel gruppo, con tutta gente che si impegna al massimo».

Dumitru è apparso evanescente, idem Raicevic e Gianetti. Un bel problema…

«Gli attaccanti a volte hanno bisogno di imbattersi in un episodio favorevole per sovvertire ogni ordine. Ricordo quando vinsi a Salerno il campionato, Di Vaio segnò ininterrottamente nelle prime 15 giornate e poi fece digiuno fino alla 29esima. Era il solito giocatore… Ciascuno dei tre nostri attaccanti nominati, non è soddisfatto del proprio rendimento. Non scordiamo che Raicevic si è fermato a gennaio nel momento in cui sembrava esplodere. Un fisico così poi ha bisogno di tempo per ritrovare la forma. Ma spetta ai compagni non smettere mai di far pervenire rifornimenti».

Il Foggia riposa, il Livorno ha uno scontro diretto. L’occasione è ghiotta. Che tipo di partita s’ha da fare contro una squadra che in trasferta non ha un ruolino eccellente ma che ha una difesa granitica e poco fallosa?

«Ogni gara è cosa a se. I numeri hanno valore ma solo a fine match. Non mi fido, ricordo la partita col Padova. Tutti pensavano ai 3 punti senza problemi ed invece fu solo pari. Prometto abnegazione e lotta fino al 95».

Gori ha esordito e segnato.

«Bell’approccio, ma deve lavorare su altri aspetti. Ha portato energia. Vediamo». —

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