Gioco
Mazzoni domani dal procuratore, la sentenza fra 2-3 mesi
LIVORNO. Domani Luca Mazzoni sarà davanti agli uomini della Procura Nazionale Antidoping. In questa settimana l’avvocato Antonio De Rensis assieme al consulente di parte, il professor Francesco Maria Avato, ha minuziosamente preparato la strategia difensiva, che si incentrerà sulla bassa quantità di sostanza proibita trovata nelle urine del giocatore.
Dopo l’udienza non ci sarà sentenza, poiché siamo ancora in fase istruttoria e la giornata di domani sarà incentrata sulle domande dell’accusa all’imputato. Facendo una similitudine con un processo penale, sarà come se il portiere del Livorno e chi lo assiste, si trovassero davanti ad un procuratore della Repubblica. La differenza è che mentre nei processi penali il pubblico ministero raccoglie prove e in base a quelle poi un Gip decide l’eventuale rinvio a giudizio, nello sport si decide subito attraverso la Procura se andare o no a processo. E questo, accade nel 99% dei casi, con un atto chiamato deferimento. Una volta emesso quest’ultimo, l’incolpato ha a disposizione un termine entro il quale può presentare memorie difensive che poi verranno esaminate dal tribunale nel momento in cui sarà fissata l’udienza. Ed è lì che si svolgerà il processo vero e proprio. Con “l’imputato” e il suo difensore da una parte, la procura a puntare il dito dall’altra e i giudici davanti, che poi decidono. I tempi previsti? Fra i due ed i tre mesi.
F.L.
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