Il Tirreno

Livorno

Mazzoni positivo alle controanalisi «Pronto a spiegare tutto alla Procura»

Luca Mazzoni: il 29 marzo deporrà nell’udienza davanti alla Procura Antidoping
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Luca Mazzoni: il 29 marzo deporrà nell’udienza davanti alla Procura Antidoping

L’avvocato: «Poche tracce di sostanze proibite, non furono assunte per migliorare la prestazione»

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LIVORNO. «Sono pronto a spiegare tutto». Luca Mazzoni non ci sta. Al suo avvocato, ieri pomeriggio, ha confermato di volersi difendere personalmente davanti alla procura antidoping, dopo che il laboratorio dell’Acqua Acetosa aveva confermato la presenza di sostanze proibite anche nel campione B delle urine prelevate al portiere negli spogliatoi dello stadio Via del Mare di Lecce il 17 febbraio scorso.

Dopo essere stato sospeso in via cautelare dalla prima sezione del Tribunale Nazionale Antidoping su istanza della Procura Nazionale Antidoping, il calciatore chiese le contro-analisi che come noto si sono effettuate a Roma alla presenza del professor Francesco Maria Avato, consulente di parte, nominato dall’avvocato Antonio De Rensis, che tutela gli interessi del portiere.

Il test si è svolto mercoledì utilizzando la seconda provetta conservata nel frattempo in contenitori che mantengono inalterato il suo contenuto. L’esame ha certificato il primo responso: le tracce di Benzoilecgonina (metabolita primario della cocaina)-Ecgonina sono state ancora una volta evidenziate dai reagenti ma secondo il pool che difende il portiere sarebbero emerse in quantità moderate.

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Proprio questo elemento sarà al centro del dibattimento che si svolgerà nell’udienza già fissata venerdì prossimo al 29 marzo davanti alla procura antidoping.

De Rensis, dal suo studio bolognese, è rimasto tutto il giorno in contatto con Mazzoni. «Sono stato io a comunicargli la notizia - racconta -. È addolorato, ma reattivo. Pronto a spiegare tutte le modalità della vicenda. È molto determinato».

De Rensis spiega la strategia difensiva: «Essendo un quantitativo minimo, significa che certe sostanze comunque non sono state assunte il giorno della partita». De Rensis proverà a dimostrare che si è trattato di un evento occasionale che potrebbe addirittura derivare da una contaminazione. E soprattutto che l’eventuale assunzione diretta non era finalizzata a migliorare le prestazioni in partita, insomma che non c’è stato tentativo di alterare la prestazione sportiva. In quest’ultimo caso, la percentuale rintracciata, secondo l’avvocato sarebbe stata assai più alta.

Intanto oggi il professor Avato, esperto in medicina legale, incontrerà il legale prima di depositare la sua perizia. Di una cosa De Rensis è sicuro: «Combatteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per cercare di dare un futuro calcistico a Luca».

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di Redazione web