Il Tirreno

Livorno

tutti i precedenti per metaboliti della cocaina 

Dalla radiazione di Jonathan Bachini ai 12 anni di Flachi al caso Concas

Fabrizio Pucci
Dalla radiazione di Jonathan Bachini ai 12 anni di Flachi al caso Concas

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In tema di positività alla benzilecgonina e di conseguenti condanne per doping, la giurisprudenza racconta di squalifiche lunghe, nell'ordine di due anni, con il caso limite di un altro livornese – Jonathan Bachini – che nel 2006 fu fermato a vita e quindi radiato perché recidivo. Ed è proprio la reiterazione della condotta illecita (sebbene la cocaina non serva a migliora le prestazioni sportive) ad aggravare la posizione di quanti abbiamo assunto la sostanza.

Detto di Bachini, messo alla porta dal calcio, il portiere Angelo Pagotto alla seconda positività fu squalificato per otto anni. Insomma: i precedenti sono tanti e illustri Senza andare a scomodare Maradona (1991) e Caniggia (1993), ci soffermiamo su alcuni casi che hanno fatto scuola.

I 12 ANNI DI FLACHI

Francesco Flachi era il reuccio della Sampdoria di Walter Novellino. Il giocatore di Firenze però a febbraio 2007 fu trovato positivo ai metaboliti della cocaina e per questo fu squalificato per sedici mesi, poi diventati 24 dinanzi alla Commissione Disciplinare della Federazione. Dopo il lungo stop, riprese a giocare nell'Empoli (tra l'altro la sua prima partita da titolare la giocò all'Ardenza contro gli amaranto), prima di passare al Brescia. A fine 2009 però viene di nuovo pizzicato dall'Antidoping ai cui esami risulta di nuovo positivo. La causa è sempre la stessa: cocaina. Rischia la radiazione, proprio come Bachini. Il Tribunale Nazionale Antidoping è più clemente perché lo squalifica per soli – si fa per dire – 12 anni. La sua carriera è finita, ma al contrario del suo collega livornese, scontata la pena potrà almeno allenare.

2 anni a CARROZZIERI

Nella rete del doping, in passato, è finito anche il muscolare difensore ex Sampdoria e Palermo Moris Carrozzieri. Per lui l'alt arrivò dopo la positività ai metaboliti della cocaina a seguito del controllo del 5 aprile 2009 dopo Palermo-Torino. Anche lui si buscò i canonici due anni di squalifica.

IL CASO CONCAS

Nel calcio professionistico l'ultima positività ai metaboliti della cocaina, prima di quella di Mazzoni, risale al gennaio 2015, quando viene reso noto l'esito dell'esame delle urine del centrocampista del Carpi Fabio Concas, pizzicato alla fine del derby con il Modena del 13 dicembre 2014. È un fulmine a ciel sereno perché il giocatore è uno dei più forti della squadra di Castori che è lanciato verso la promozione in serie A. La società emiliani licenzia subito il giocatore che sarà poi squalificato per due anni. Lui però del Carpi è una vera e propria bandiera e dopo un periodo trascorso dietro la lavagna, sarà di nuovo tesserato dal club biancorosso.

Le ATTENUANTI

I giocatori risultati positivi al controllo antidoping hanno accesso ad alcune attenuanti generiche che ne possano ridurre la sanzione. Primo: l'ammissione della colpevolezza. Secondo: la scarsa quantità di metaboliti rinvenuti nell'organismo. Terzo: la dichiarazione di non essere un consumatore abituale anche se la rilevanza giuridica di questo terzo fattore è molto sfumata. Di certo questa vicenda rende il futuro della carriera di Mazzoni, 35 anni e in scadenza di contratto - molto complicato. —

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