Italia
Il Picchi torna un fortino, come ai tempi d’oro
Grande tifo e numero da capogiro: 4 vittorie di seguito, 9 risultati utili consecutivi, porta blindata da 495 minuti
C'è un fortino in serie B: è colorato di amaranto intenso, ha solide mura spesse impastate di sudore, fatica e abnegazione. Di voglia di andare oltre i propri limiti. Si chiama “Armando Picchi”. Qui da quattro mesi il Livorno non fa sconti a nessuno. Big del campionato, squadre che puntano ai play off, dirette concorrenti per la salvezza: i ragazzi di Breda riservano a tutte lo stesso trattamento, un inno alla par condicio.
QUEL RIGORE NEGATO
In principio fu Livorno-Cittadella, il 24 novembre. Gli amaranto erano in fondo alla classifica con 5 punti, i granata di Venturato quasi in cima con 18. Eppure quelle 13 lunghezze di differenza non si videro. Anzi. Se fosse stato dato un rigore solare per fallo su Murilo un metro dentro l'area, quel giorno il Livorno si sarebbe portato a casa il primo scalpo di una lunga serie.
GRANDI IN AFFANNO
Due settimane dopo arrivò il primo successo della gestione Breda: 3-1 al Foggia con una prestazione super di Alino Diamanti. Furono però altre due partite casalinghe a farci capire che il vento era cambiato.
La prima porta la data del 23 dicembre: Livorno-Verona. L'Hellas salvò le penne, ma dovette sudare e remare controcorrente per tutta la partita. L'altra è di un mese più tardi, il 26 gennaio: Livorno-Pescara, partita difficile perché arrivata dopo quattro settimane di sosta e contro un'avversaria di rango superiore. Gli abruzzesi furono graziati dai tre pali colpiti dagli amaranto.
PORTA BLINDATA
Nel mezzo, a fine anno, c'era stato il pareggio con il Padova (1-1). Quella partita, però ha un significato enorme perché il gol segnato da Clemenza al 45' è l'ultimo che il Livorno ha subito in casa. Da allora – recuperi esclusi – sono passati 495' nei quali nessun pallone è finito nel sacco amaranto.
IL FILOTTO
Il resto è storia recente. La vittoria con la Salernitana è la quarta consecutiva. Prima dei granata di Gregucci erano caduti qui in successione il Cosenza (2-0, Giannetti, rigore Salzano), il Venezia (golden gol di Raicevic al 92') e il Benevento (Diamanti, Gonnelli). Se ci affidiamo ancora ai numeri allora conviene sottolineare che quello di sabato è stato il nono risultato utile consecutivo in casa. Nove partite da cinque vittorie e quattro pareggi per un totale di 19 punti di un peso specifico enorme. Dieci i gol segnati, appena due quelli subiti. In queste cifre c'è tutta la crescita del Livorno.
IL DODICESIMO
A dare una mano alla squadra ci sono anche i tifosi. La Curva Nord ha interrotto lo sciopero del tifo ed è tornata a trascinare la squadra. Un esempio? Gli ultimi 6’ di Livorno-Salernitana sono stati da brividi. Tifosi e squadra erano una cosa sola. I giocatori, con ampi gesti, hanno chiesto e ottenuto l'incitamento della loro gente che li ha trascinati di peso al triplice fischio. Perché per rendere insepugnabile un fortino, servono soldati coraggiosi e un popolo che li spinge. Forse è proprio questo ritrovato feeling, questa magica chimica, a rendere unica l'atmosfera del Picchi che da terra di conquista si è trasformato in campo minato per tutti: big, squadre che puntano ai playoff, dirette concorrenti per la salvezza. —
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