Italia
Dieci squalificati e mega-multe dopo la rissa Picchi-Sorgenti 2003
Tanto tuonò che infine piovve. È arrivata l’attesa decisione del giudice sportivo in relazione ai fatti accaduti sabato scorso in Banditella al termine della partita fra gli Allievi B dell'Armando Picchi e della Pro Livorno Sorgenti. Al triplice fischio dell’arbitro si è consumata in campo e nel corridoio che conduce agli spogliatoi una rissa che ha coinvolto oltre ai giocatori i genitori degli stessi ragazzi, che trovando i cancelli aperti hanno raggiunto i figli contribuendo al parapiglia generale.
Le sanzioni sono pesanti. Dieci giocatori (cinque per squadra) sono infatti stati squalificati ciascuno per tre giornate. Nella motivazione si legge che l’espulsione a fine gara e quindi la squalifica sono stati comminati “per condotta violenta verso un calciatore avversario dopo il termine della gara” )
La società dell'Armando Picchi è stata sanzionata con un'ammenda di 750 euro perché “al termine della gara – si legge nel comunicato - causa l'omessa vigilanza dei cancelli di accesso al recinto di gioco ed al recinto spogliatoio, permetteva a circa 50 sostenitori di entrambe le società, non autorizzati e non identificati, l'ingresso all'interno degli stessi recinti dando luogo a comportamenti di particolare violenza”. Pronta la risposta della società dell'Armando Picchi nelle parole del direttore sportivo Sauro Brondi: «Non voglio entrare nel merito dell’ammenda, ma si parla di cinquanta sostenitori quando ce ne saranno stati sì e no cinque o sei, altrimenti la situazione non sarebbe stata sedata dopo qualche minuto di concitazione, mi pare una ricostruzione non verosimile. Hanno squalificato dei bimbi che erano sotto la doccia, cosa altrettanto inverosimile».
Mano pesante del giudice sportivo anche nei confronti della Pro Livorno Sorgenti, la società ospite: 250 euro di ammenda «per l'ingresso nel recinto di gioco e recinto spogliatoio di sostenitori non autorizzati e non identificati che davano luogo a comportamenti di particolare violenza».
«È una cosa fuori dal mondo – commenta il direttore sportivo della Pro Livorno Sorgenti Marco Braccini – multare anche noi è assurdo, se fossero stati chiusi i cancelli come avrebbero dovuto essere non sarebbe successo niente di tutto ciò. Io condanno l’accaduto, confermo che i miei giocatori e lo staff tecnico abbiano avuto delle responsabilità in merito, ma non così. Noi puntiamo molto sulla disciplina e il rispetto, sono valori che inculchiamo nei nostri tesserati: i centri sportivi sono realtà che nascono con l’intento di allontanare i ragazzi dalla strada ed educarli allo sport e alla disciplina, ma così chi legge il bollettino è portato a pensare che siano realtà piene di delinquenti. Con questo disposto non si educano i ragazzi, ma al contrario si penalizzano le società che puntano sull'educazione e sul rispetto».
Eva Bertolacci
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