Gioco
La maledizione della zona e la Pielle cade nel trappolone
Persi punti pesanti nella corsa al secondo posto, sempre per i guai nel tiro da fuori E il Don Bosco stavolta paga le percentuali da record degli avversari
Se Atene piange, Sparta non ride. Pielle e Don Bosco escono con le ossa rotte dalla ventesima giornata (settima di ritorno). Perde anche la Libertas Liburnia, ma questo ormai purtroppo non fa più notizia.
PIELLE
È indubbiamente la sconfitta della squadra di Da Prato quella che fa più male, che compromette anche se in modo non ancora decisivo le ambizioni di secondo posto e che apre qualche interrogativo sul proseguo del campionato. C'era un'ideale tabella di marcia per arrivare secondi alla fine della regular season, perché fra arrivare secondi o quinte ci corre come dal giorno alla notte: vincere tutte le partite sfruttando un calendario per la verità sulla carta assai morbido e concedendosi al massimo una sconfitta sul campo della capolista ancora imbattuta Firenze. A quel punto la Pielle sarebbe stata quasi certamente seconda sfruttando gli scontri diretti delle concorrenti dirette Lucca, Agliana e Castelfiorentino.
Il tutto è andato a carte quarantotto, mandato all'aria da una zonetta 2/3 della terz'ultima del campionato, quella S.Vincenzo che fin qua aveva raccolto punti (8 in tutto) solo con i fanalini di coda Montevarchi e Libertas e una volta con Legnaia, mai niente che riguardasse l'alta classifica. 0/16 nei primi tentativi da 3, 4/31 (13%) finale: a volte le statistiche possono raccontare una partita meglio di un lungo articolo.
Ma il peggio, mentre il rientro di Dell'Agnello è ancora avvolto nelle nebbie, è che fare zona contro la Pielle sta diventando per tutte le altre squadre una specie di obbligo morale.
Don Bosco
Mentre la Pielle comprometteva la partita sbattendo r i suoi tiri contro i ferri del PalaMacchia, a una sessantina di km. di distanza c'era invece uno che imbucava con una facilità disarmante, tirandosi dietro tutti i suoi compagni.
Si è detto e scritto che a Altopascio il Don Bosco ha approcciato male la partita, che la condizione fisica (Stolfi in primis) non era ottimale e così via: tutto vero, ma quando sulla tua strada trovi una squadra che tira più da 3 che da 2 (un errore, in teoria) tenendo però una percentuale più alta dalla lunga che non dall'area (56% contro 50%), c'è poco da fare. Magari una difesa più arcigna avrebbe potuto rendere la vita più difficile al bombardiere Baroncelli (56 punti e 18 rimbalzi nelle ultime due gare, anche una settimana prima contro la Pielle non era stato a guardare), magari lo scarto avrebbe potuto essere inferiore ai 24 finali, ma a 6 giornate dalla fine della regular season (7 per il Don Bosco che recupera domani sera al PalaMacchia contro Montale) conta una cosa sola: due punti sì o due punti no. Altopascio non era una concorrente diretta, Montale lo è. Domani sera c'è in palio una bella fetta di stagione.
Libertas Liburnia
Non era certo a Lucca che una banda di ragazzini con l'aggiunta di qualche senior che peraltro ha smesso di crederci da subito poteva cercare quella vittoria che la metterebbe almeno per il momento al riparo dalla retrocessione diretta. Anche Montevarchi ha perso largo a Castelfiorentino come da copione per cui tutto invariato. Ma le partite da “circolettare” come possibili restano soltanto due: la prossima in casa contro Valdisieve e l'ultima a S.Vincenzo, tantopiù se la squadra di Mostardi sarà ormai sicura della sua posizione e non avrà niente da chiedere alla gara. In fondo, una possibilità in più. —
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