Il Tirreno

Livorno

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Spinelli in tribuna con Milli e lo scongiuro del “cicio”

Flavio Lombardi

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LIVORNO. Solito posto in tribuna d’onore. Lo guardi di spalle e, in prima fila, sono in tre. Lui è il primo da sinistra, con un giaccone blu e la fodera che si può intravedere, amaranto. In mezzo, si è sistemato il suo nuovo uomo di fiducia, il generale Massimo Milli e, all’estrema destra, l’autista personale, quello che da anni lo porta al lavoro tutte le mattine ma anche colui che ha fatto più chilometri di un pullman della Lazzi in tanti viaggi Livorno-Genova e ritorno. Prima dell’inizio, estrae dalla tasca il “cicio” amaranto della Napapijri, quello che si era già visto contro il Venezia.

Guarda la sua squadra, ogni tanto rivolge la parola a Milli e vedi che il sorriso è Durbans. Gli piace come si muove questo Livorno, il piglio con il quale affronta la seconda in classifica, formazione con un budget diverso e che tanto ha speso per tornare in A. Ogni tanto, quando Diamanti tocca la palla, scarta e ubriaca gli avversari, rotea la mano come a dire “tanta roba”, Quando Alino segna salta in aria e gioisce con l’intero stadio. L’arbitro manda tutti negli spogliatoi e Sciù Aldo va a ristorarsi.

Parte la ripresa e lui torna. Un tifoso si sporge e, notando che non ha nuovamente indossato il cappello lo invita a farlo. “Se lo metta, porta bene!”. Quasi obbedisce, sorridendo, e fa gli scongiuri. Si porta poi l’indice sulla punta del naso come a dire “stiamo zitti, aspettiamo la fine prima di cantar vittoria”. Il Benevento non è pericoloso, mentre il Livorno dà la sensazione di poter anche trovare la forze della terza rete. Tre fischi, Sergio è già pronto col motore acceso, si torna sotto la Lanterna. —

Flavio Lombardi

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