Il Tirreno

Livorno

serie c gold 

PL alla sagra del ferro e San Vincenzo scappa col bottino

Francesco Parducci

Nonostante il disastro al tiro le triglie arrivano all’overtime e a -10” sono avanti di 2, ma Innocenti li punisce dall’arco

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Il tiro, questo sconosciuto. Sanguinosa sconfitta della Pielle contro S. Vincenzo, terz'ultima della classe, una vittoria che quasi sicuramente non servirà agli ospiti per evitare i play-out dalla posizione scomoda, ma una sconfitta che compromette seriamente le ambizioni di secondo posto per la squadra di Da Prato. Un'autentica buccia di banana, insomma.

La Pielle aveva già rischiato lo scivolone interno una settimana prima contro Altopascio, questa volta cade in una partita che è in buona parte la fotocopia di quella precedente, epilogo a parte, ovviamente.

S. Vincenzo a zona fino dalla prima palla a due, come ormai fanno tutte. Ci sarebbe un solo modo per costringere gli altri a cambiare idea e difesa: aprire da subito la scatola con qualche tripla, far capire che la cosa non è produttiva. Invece comincia la sagra del ferro, una, due, tre volte fino ad arrivare ad un allucinante 0/16 (4/31 alla fine) prima che Falconi ne metta una. Intanto però la partita aveva già preso una brutta piega perché anche la difesa, sia individuale che zone press non era quella dei giorni migliori, c'era anche qualche difetto di atletismo e dopo un inizio tutto sommato favorevole l'attacco spuntato unito a qualche concessione di troppo nella propria metà campo aveva prodotto un incredibile parziale di 0-16 (un numero maledetto, a quanto pare) che rivoltava la gara, dal 10-7 interno fino al 10-23 del 12'30”, massimo vantaggio ospite, dopo quasi 8' senza segnare un misero punticino.

Bastavano però 6/7 minuti da “vera” Pielle, intensità e aggressività a centrocampo, recuperi e contropiede per ristabilire la situazione con un contro-break quasi tutto trainato da capitan Burgalassi (anche un'azione da 5 punti, con canestro, rubata sulla rimessa, altro canestro e libero aggiuntivo) con 11 punti consecutivi, fino ad andare all'intervallo lungo con un punticino di vantaggio.

Si pensava, a quel punto, che il peggio fosse passato e che non ci fosse poi molto da patire da lì in avanti. Invece no, perché le squadre ricominciavano a giocare nella stessa maniera di prima, rimonta piellina a parte: S. Vincenzo arroccata nella sua semplice zona bulgara e Pielle a sbatterci la testa, non riuscendo a penetrare nell'area intasata come la Fi-Pi-Li quando c'è un cambio di corsia.

Quindi ospiti sempre avanti, sia pure di poco, perché riuscivano a fare qualche canestro in più e Pielle sempre in affanno a inseguire. Falconi acciuffava comunque il supplementare con una tripla “impossibile” a -23” dopo aver fallito quelle normali. San Vincenzo non realizzava e nell'overtime a -40” e dopo 7 errori in fila, arrivava la prima di Burgalassi, 69-68. Dopo la palla persa ospite, andava in lunetta Falconi con 20” sul cronometro, buono il primo 70-68, ma secondo sul ferro e non c'era nemmeno il tempo per pensare se fare fallo o no perché Innocenti dopo aver passato la metà campo faceva un altro paio di palleggi e faceva partire il siluro che affondava la Pielle e gelava il Palasport, 70-71. Restavano 10”, rimessa in attacco. Falconi si buttava nel traffico ma perdeva palla. Non era serata ma, sia chiaro, nessuno ha rubato niente.

E Andrea Da Prato, a fine partita, non cerca alibi:«Non abbiamo mai fatto canestro e sono cose che si pagano - commenta -. Io però avrei qualcosa da dire anche sulla difesa, perché non è possibile, in casa, prendere un parziale di 0/16, che secondo me ha in buona parte condizionato la partita anche se in qualche modo eravamo riusciti a ricucirlo». —

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