Gioco
Breda e la voglia di non fermarsi a Spezia «Loro forti, ma il risultato dipende da noi»
Il tecnico conferma qualche cambio rispetto alla vittoria con il Venezia. «Tanti tifosi in trasferta ci aiuteranno»
Lo chiamano il mister della svolta. Ed allora, oltre a ricordare che il Livorno ha un rosario di risultarti positivi eccetto la sventura di Lecce, può essere scaramanticamente utile snocciolare dati in cui si incrociano le strade di Breda con lo Spezia, ma anche col suo tecnico. Il trevigiano ha perso 6 partite su 12 (3 vittorie e altrettanti pareggi), meglio invece se si guarda il confronto con Marino che lo vede in vantaggio per 3-1, senza l’ombra del segno X.
Come sta la squadra? Stanchi dopo l’impresa col Venezia?
«Non ci sono grossi problemi, anche se come dico sempre, sarà la partita a dirci tutta la verità. Abbiamo fatto scarico lunedì, mentre oggi (ieri, ndc) è stato tutto più relativo, dedicandoci alle impostazioni tattiche e al lavoro differenziato, dividendo la rosa in due gruppi, fra chi ha giocato e chi no».
Prevede turnover? C’è da pensare anche al match interno col Benevento...
«Il termine mi piace poco perché fa pensare a prime e seconde scelte. Qualcosa cambierò, pensando alla lettura dell’impegno specifico. Come avete notato, domenica è tornato Porcino da tempo panchinaro. Se lo era meritato, dandoci dentro durante la settimana. Era giusto toccasse a lui. Può quindi essere che pure stavolta ci sia chi in questi giorni mi ha più impressionato di altri e lo getti nella mischia dal primo minuto. Se ci saranno novità, non si pensi a grossi stravolgimenti, però...».
La partita è di quelle sentite...
«Lo sappiamo, così come si sa che saremo seguiti da tanti tifosi. Loro arrivano da due sconfitte, l’ultima non meritata e ci dobbiamo aspettare una squadra molto agguerrita».
Gli attaccanti non sfruttano le tante palle che arrivano. Può rappresentare un problema contro formazioni come lo Spezia...
«Mah, direi che ultimamente stiamo risolvendo anche questo aspetto. A Lecce, così come con il Cosenza, ne abbiamo fatti due. Un processo che migliora. Intanto, pensiamo a creare occasioni. Prima o poi, la palla entra. Aggiungo che lo Spezia è una compagine forte, ma noi abbiamo le nostre armi e se hanno perso due partite consecutive, forse qualche problema lo hanno anche loro. Noi dovremo essere bravi a saper approfittare di quel che ci sarà concesso anche grazie all’abilità di trovare la chiave per evidenziare i loro punti più deboli».
Zima, contro il Venezia è stato impensierito una sola volta. Gli amaranto sono stati bravi ad impedire agli ospiti di giungere al tiro. Anche con lo Spezia sono stati studiati analoghi movimenti?
«Statisticamente, da metà novembre, siamo la squadra della serie cadetta che ha preso meno conclusioni verso la propria porta. Questo significa che ci deve essere un comportamento collettivo che porta a questo tipo di risultato. Mettendo pressione e sporcare le giocate avversarie. E qui sono decisivi tutti. A partire dagli attaccanti».
Come si affronta questo Spezia?
«Loro sono forti, specialmente davanti, dove hanno un sacco di alternative. Ma credo sia una partita dove non sarà solo una squadra a doversi preoccupare...».
Se si domandasse a Marino chi vorrebbe togliere al Livorno, risponderebbe certamente Diamanti. E lei chi toglierebbe ai liguri?
«Tanti begli attaccanti, con Bidaoui che ritengo il più fastidioso. Richiede tanta attenzione, sa puntare l’uomo e riesce a creare la superiorità numerica mettendoti in difficoltà. Ma chi c’è, c’è. Il risultato, dipende soprattutto da noi».
Raicevic, forte quando salta, ha segnato sempre di piede. A differenza di Giannetti, in gol soprattutto di testa. Sembra un controsenso...
«Filip sa cavarsela non solo in elevazione. Giannetti è un tempista e sa incornare. Sono due bravi attaccanti, e, francamente, a me basta la buttino dentro». —
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