Il Tirreno

Livorno

Non c’eravamo abituati: ecco cosa si prova a godere al 92’

2 MINUTI DI LETTURA





Era dal 1985 che non si vinceva all’ultimo minuto. Ah bene. Che soddisfazione. Ora sappiamo cosa vuol dire godere quando sei già lì che maledici tutto e tutti per una vittoria meritata che invece non riesci ad acchiappare. La zampata di Raicevic arriva al 47’ su uno dei 300 palloni gettati in area, stavolta la difesa del Venezia resta ferma, Raicevic ci mette il sinistro e infila l’angolino. Lo stadio resta immobile, in tribuna non ci credono, in curva non vedono perché siamo dall’altra parte, tutti a guardare il segnalinee perché in questi casi c’è sempre qualcuno che ti rovina la festa, ti strozza l’urlo. Intanto Raicevic inizia a correre e tutta la panchina del Livorno entra in campo. E’ gol, è davvero gol. Il gol che cambia la storia della partita e chissà che non cambi la storia di una stagione.

Mai vittoria fu più meritata. Il Venezia avrà superato la metàcampo 5 volte, Zima ha toccato due palloni. Eppure in queste partite rischi sempre di farti infilzare nelle ripartenze. Se il Livorno non l’ha chiusa prima è perché davanti manca comunque lo stoccatore.

Il Livorno ha dominato fin dal primo tempo in lungo e in largo, lasciando davvero le briciole a un Venezia confuso in mezzo al campo e inesistente davanti. Dopo 2-3 occasioni nei primissimi minuti, ci si è messa anche la sfortuna perché mezzo stadio era già in piedi per esultare quando al 25’ uno splendido sinistro di Agazzi al giro è andato a sbattere sul palo interno, e sulla respinta Porcino non ha inquadrato la porta. Ancora più clamorosa l’occasione al 45’ quando Murilo di testa, col portiere fermo, ha spedito il pallone fuori .

Stesso copione nel secondo tempo, con partita in una metà campo e Venezia spesso con 9-10 uomini dietro la linea della palla. L’occasione buona è capitata a Raicevic, solo davanti al portiere imbeccato da Agazzi, ma il suo destro è stato respinto col piede da Vicario.

Quando il finale sembrava ormai scritto, ecco il colpo di scena. Che pareggia i conti con Lecce. Per la prima volta siamo quint’ultimi. E adesso riprendere qualcuno davanti non è più un sogno mostruosamente proibito. -

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web