Gioco
Il derby dura appena 4 minuti poi è un monologo Don Bosco
Tutto facile per la squadra di Mori contro una Libertas sempre sul fondo Migliore in campo Stolfi con 4/4 da tre. 8 assist, 7 rimbalzi e 35 di valutazione
Niente da fare. Chi si aspettava un derby vero, una partita più viva rispetto a quella dell'andata (+ 32 Don Bosco) rimane deluso. Perchè c'è equilibrio solo per i primissimi minuti, quando le triple di Armillei e Lombardi (2) regalano un effimero vantaggio alla squadra di Martini, 9-7 al 3'30”. Ma il Don Bosco mette subito uno 0-7 con Ceparano e Creati mentre Fantoni cancella Djulovic per oltre metà partita.
Il resto lo fa l'intensità difensiva degli uomini di Mori, puntuali negli aiuti e nei raddoppi sotto e pronti a schizzare in contropiede approfittando dei rientri lenti e incompleti degli avversari, palesemente a disagio da un punto di vista fisico. Infatti qualsiasi accoppiamento difensivo è perdente, nessuno degli esterni gialloblu riesce a tenere un uno contro uno in difesa e quelli del Don Bosco, Creati in primis, arrivano al ferro con troppa facilità.
Il primo vantaggio in doppia cifra dei rossoblu arriva già al 12'34” (16-27) in una frazione che è tutta degli oratoriani almeno fino agli ultimi due giri di lancetta. Intanto è cominciata la partita totale di Jacopo Stolfi, sempre più calato nel ruolo di leader e di longa manus in campo del suo allenatore con il quale ha da sempre un feeling straordinario: per il “Martello”, che questa volta tira invece il minimo sindacale (con 4/4 da 3, comunque), uno straordinario 35 di valutazione in 26' di gioco frutto, anche, di 7 rimbalzi, 8 assist, 3 recuperi e 5 falli subìti.
La partita ha comunque un sussulto subito dopo l'intervallo lungo: il Don Bosco sembra aver dimenticato la sua intensità sulle panche degli spogliatoi e la Libertas ne approfitta per mettere un parziale di 8-0 in 2', 40-49 al 22'07” e partita teoricamente riaperta.
Immediato il time-out di Mori (ma le urla provenienti dalla panchina durante l'interruzione non sembrano essere le sue...) e cambio di rotta: il giro di vite impresso alla difesa costringe l'attacco gialloblù a perdere per due volte consecutive palla per infrazione di 24” e il Don Bosco riparte subito chiudendo la frazione a un rassicurante + 16 (49-65).
Ma non basta: un incredibile parziale di 0 – 17 in 2'27” all'inizio dell'ultimo quarto (che se non è record nazionale ci si avvicina parecchio) porta al massimo vantaggio, 49-82 con ancora quasi 7' da giocare. Ma finisce lì: il Don Bosco non ha alcuna voglia di infierire, non ce n'è alcun motivo, pensa già alle prossime due (Montale in casa, Altopascio fuori) probabilmente decisive in ottica play-off. Le seconde linee, da una parte e dall'altra, si prendono la scena di una partita che non ha più niente da dire. —
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