Gioco
Fonteviva a Mondovì si gioca il futuro: «Prima di sei finali»
Livorno, Volley serie A2: Capitan Jovanovic suona la carica per il match di domenica: «Obbligati a crescere per arrivare nelle prime quattro»
LIVORNO. mancano sei finali al termine della regular season e a scaldare i cuori e i motori ci pensa Igor Jovanovic, alzatore e capitano dell’Acqua Fonteviva Apuana Livorno. Tutto pronto per la sfida sulla carta proibitiva di domenica, quando il team arancioblu scenderà sul parquet della capolista Mondovì. «Le prossime partite saranno difficilissime – spiega il serbo – ne avremo quattro su sei fuori casa e questa stagione non abbiamo giocato molto bene fuori casa, è l’ora di iniziare a crescere anche in trasferta se vogliamo arrivare tra le prime quattro. Dobbiamo concentrarci sul nostro gioco che è a un altro livello rispetto a prima. Possiamo giocarcela con tutte le squadre».
Arrivato in Italia nel 2017 dopo una breve esperienza in Turchia, Igor in due anni da autodidatta ha imparato a parlare l’italiano, quanto basta per farsi capire e capire i compagni – «Ma voglio migliorare ancora!» – e l’avventura di Bergamo gli ha dato tanto in termini sportivi: «Sono stati due anni straordinari, dove abbiamo giocato due semifinali e una finale di Coppa. A Bergamo rispetto a qui la pallavolo è seguita di più, c’era molta più pressione perché era obbligatorio vincere il campionato, qui devo dire che ho trovato un ambiente diverso ma ottimo: staff, compagni, è tutto perfetto».
Parlando di Mondovì, chi toglieresti agli avversari di domenica? «L’opposto Michele Morelli credo sia il loro giocatore più forte, all’andata ci mise in grossa difficoltà. Tutta la squadra è forte ma lui è l’elemento che fa la differenza, dovremo essere bravi contro di lui nella combinazione muro – difesa». Esperienza e personalità, due ingredienti basilari di Igor, 29 anni da compiere e carisma da vendere, se si vuole indossare la fascia di capitano: «Non è la prima volta che faccio il capitano, sono abituato, come alla pressione e alla responsabilità che vengono dal mio ruolo. L’alzatore ha un compito particolare, tutte le azioni dipendono da me, i secondi tocchi sono tutti miei, il palleggiatore è il cervello della squadra, deve pensare più di tutti e farlo più velocemente possibile, trovando la migliore opzione per i compagni. Dobbiamo essere molto tecnici perché la precisione è importante». La più bella partita finora con la maglia della Fonteviva? «Contro Spoleto in casa dove abbiamo vinto per 3 a 0 contro una squadra costruita per vincere il campionato». Sperando che non sia l’ultima. Ma le speranze passano da Mondovì.
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