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Le invenzioni del post-gara e la furia del Livorno «Guai infangare Diamanti»

Fabrizio Pucci
Le invenzioni del post-gara e la furia del Livorno «Guai infangare Diamanti»

Su alcuni media di Lecce era uscita una ricostruzione fantasiosa con pesanti offese all’arbitro e richiesta di una punizione esemplare 

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il caso

Come previsto, domenica sera con il Venezia il Livorno dovrà fare a meno del talento di Alino Diamanti che però tornerà in campo, fresco come una rosa, mercoledì 27 a Spezia. Il Giudice Sportivo infatti ha comminato al fuoriclasse di Prato una sola giornata di squalifica dopo l'espulsione rimediata domenica nel convulso finale di Lecce per mano dell'ineffabile signor Massimi di Termoli.

Diciamoci la verità: a Diamanti non poteva che essere inflitta la pena minima proprio perché a norma di regolamento non era possibile graziarlo visto che tecnicamente dopo un rosso un giocatore deve per forza saltare la partita successiva. Alino, secondo il Giudice si è reso “responsabile di un grave fallo di gioco”. Punto e basta. Motivazione asciutta e minimale che va a suffragare la convinzione che la decisione di Massimi sia stata esagerata. L'azione incriminata, vista e rivista decine di volte evidenzia infatti che il 23 amaranto arriva sul pallone in netto anticipo rispetto ad Arrigoni il quale invece abbassa pericolosamente la testa. Insomma: il fallo di Diamanti non c'era e se volessimo essere di parte potremmo dire che l'infrazione di gioco pericoloso la commette il giocatore giallorosso.

La minisqualifica di Alino mette a tacere anche certe scomposte illazioni di bassa lega provenienti da Lecce dove certa stampa palesemente schierata ha insinuato che Diamanti si fosse rivolto in maniera strafottente all'arbitro fino a chiedere addirittura una punizione esemplare per il giocatore del Livorno. Roba di una tristezza mai vista che neanche nel campionato amatori a cui la società amaranto ha risposto con un comunicato esemplare nello stile e nel contenuto: “L’A.S. Livorno Calcio - vi si legge tra l'altro - ritiene di dover stigmatizzare, con forza, il contenuto dai toni sensazionalistici ed ingiusti con i quali il nostro tesserato è stato frettolosamente criticato da alcune testate giornalistiche online. Sulla onorabilità, serietà e professionalità di Alessandro Diamanti, più volte azzurro e vice campione d’Europa, non è tollerabile alcuna illazione che tenda ad arrecare discredito, seppur minimo, al calciatore. Con l’occasione si pone in rilievo, la ovvia circostanza che Diamanti, i suoi compagni e tutta la società del Livorno nutrono il massimo rispetto nei confronti della categoria arbitrale”. Chapeau. Anche se a lavar la testa agli asini si perde tempo, acqua e sapone. —

Fabrizio Pucci

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di Redazione web