Gioco
Hirscher fenomeno tra i paletti Lo slalom parla solo austriaco
Marcel conferma il titolo di due anni fa ed eguaglia la leggenda Stenmark Sul podio i connazionali Matt e Schwarz, gli italiani arrancano sulla neve “morta”
AARE. Finisce in gloria per l'Austria il mondiale di Aare, con un podio dominato e nuovi record. Marcel Hirscher ha vinto l’oro dello slalom confermando così il titolo di due anni fa. È il suo terzo titolo in questa disciplina, come il leggendario Ingemar Stenmark. Ma non è tutto: Hirscher ha portato all'Austria l'oro che ancora le mancava in questi Mondiali e diventa, con sette ori e quattro argenti, l'atleta più medagliato alle competizioni iridate battendo il primato del leggendario connazionale Toni Sailer. L'Austria festeggia poi l'argento di Michael Matt, staccato di 65 centesimi, e il bronzo di Marco Schwarz. Scornato il francese Alexis Pinturault, secondo dopo la prima manche ma quarto alla fine per una scivolata fuori linea mentre era al comando.
Niente di buono per l'Italia in una gara compromessa già nella prima manche a causa dei pettorali di partenza troppo alti. Su una pista lunga e quasi pianeggiante, gli azzurri si sono infatti trovati più di altri sotto gli sci la neve “morta” dell’ultima parte del tracciato. È la neve morbida, lenta e non reattiva che si è formata a causa dei troppi trattamenti con sale dei giorni scorsi per compattarla: neve che, passaggio dopo passaggio, diventa sempre più lenta, quasi una trappola. Per l'Italia in classifica ci sono così Stefano Gross decimo, ma staccato di oltre 1,5 secondi, Manfred Moelgg 18°, Alex Vinatzer 19° e Giuliano Razzoli 22°. Vinatzer - a testimonianza delle potenzialità del giovane altoatesino - ha realizzato il miglior tempo nella seconda manche. È riuscito a farlo perché, 28° dopo la prima, è partito come terzo nella seconda avendo davanti e sotto gli sci neve ancora buona.
Hirscher, per capire, nella seconda manche ha vinto ma con solo il 25° tempo. Sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di meglio dagli azzurri nello slalom speciale iridato? No, visto che avrebbero dovuto scendere in pista con pettorali più bassi che si guadagnano durante la stagione. Invece gli italiani in tutta la stagione di coppa non sono mai andati più in là, a fine dicembre, del quinto posto del veterano Giuliano Razzoli (oro olimpico a Vancouver ma nel lontanissimo 2010) sulle nevi amiche di Madonna di Campiglio. Un quinto posto arrivato anche un po’ miracolosamente visto che in quella gara - fatto assolutamente eccezionale - uscirono i due super assi di questa disciplina, Hirscher ed il norvegese Henrik Kristoffersen.
La lezione è dunque semplice per l'Italia: c'è da ricostruire anche la squadra azzurra di slalom speciale.
Le leve su cui lavorare fortunatamente non mancano. Si chiamano Alex Vinatzer e Simon Maurberger. Ma bisognerà fare presto e bene visto che i Mondiali di Cortina 2021 sono quasi alle porte. —
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