Gioco
Da Wojtyla a Cipollini, trent’anni di volate per il team Amore&Vita
Nel 1989 il vulcanico patron lucchese Ivano Fanini mise in subbuglio il mondo dei professionisti: da allora sono arrivate oltre 3.000 vittorie
Giusto trenta anni fa, nel 1989, il ciclismo professionistico fu messo in subbuglio dal vulcanico patron lucchese Ivano Fanini, fino ad allora storico presidente di agguerrite squadre ciclistiche sponsorizzate da marchi commerciali assai conosciuti come Pepsi o Polli industria alimentare.
La matrice cattolica di Fanini, unitamente alla presidenza onoraria del team conferita all’onorevole Roberto Formigoni, condusse all’idea di inserire sulle maglie dei corridori un messaggio preciso al posto del nome dello sponsor principale. L’occasione arrivò quando le squadre vennero presentate ufficialmente in Vaticano e sulle maglie degli atleti apparvero senza preavvisi le scritte “No all’aborto” e “Dio ti ama”, accolte con curiosità dal pubblico e dalla facilmente immaginabile approvazione delle autorità ecclesiastiche. I problemi giunsero però quando i Fanini-Boys, capeggiati dal pluricampione italiano Pierino Gavazzi e dal “genio e sregolatezza” Alessio Di Basco, si presentarono alla partenza della Milano-Vignola: un gruppo di femministe assalirono fisicamente i corridori e imbrattarono le loro maglie con vernice spray rossa. Addirittura Papa Wojtyla fu toccato da questo deprecabile fatto di cronaca e trasmise allo staff di Ivano Fanini l’idea di modificare quei messaggi con uno più globale e universale che conservasse comunque gli stessi principi e ideali, senza suscitare l’immediata ostilità da parte di coloro che avessero altre ideologie o credenze. Nacque così il marchio Amore & Vita, per un team ciclistico che in 30 anni ha totalizzato oltre tremila vittorie, tra le quali figurano 12 campionati mondiali, 50 titoli nazionali italiani ed esteri, successi di tappa nei più importanti Giri a tappe e in Classiche ottenuti dagli oltre quattromila atleti tesserati in questo periodo. Nato nel 1948 come GS Fanini, lo storico club lucchese con i suoi 71 anni di attività svolta ininterrottamente nel ciclismo, ha stabilito un record mondiale davvero prestigioso. 36 sono invece gli anni di attività svolta tra i Professionisti se si considerano le altre, passate denominazioni e a dirigere la prima squadra Pro furono Gino Bartali e Piero Pieroni.
Inoltre la famiglia Fanini ha letteralmente “scoperto” campioni del calibro di Mario Cipollini, Michele Bartoli, Rolf Sorensen, Andrea Tafi ed ha contribuito al rilancio di big come Franco Chioccioli, Pierino e Mattia Gavazzi, Gibi Baronchelli, Yuri Metlushenko, o come il francese Miguel Martinez. Infine, il figlio d’arte Mattia Gavazzi è risultato il plurivittorioso nel 2015 tra i professionisti italiani, con i 13 successi ottenuti.
Questa è una delle tante curiosità a livello umanitario: nel 2013 l’Amore & Vita tesserò l’israeliano Niv Libner e l’iraniano Hossein Alizadeh, entrambi campioni nazionali e soltanto all’inizio separati dall’odio che purtroppo ancora oggi divide questi due popoli. Tra le battaglie a sfondo sportivo e sociale intraprese figurano anche quelle relative all’uso obbligatorio del casco, la campagna contro i danni provocati dal fumo di concerto con la Lega Italiana contro i Tumori, il messaggio di pace sulle maglie degli atleti contro il terrorismo, dopo l’11 settembre, e infine l’infinita battaglia contro il doping. Per il 2019 sono stati tesserati i ciclisti lettoni Viesturs Luksevics, Kaspars Sergis, Eriks Garvars, Kristaps Peleers, Deins Kanepejs Kristers Ansons. Completano la squadra il giovane talento albanese Iltjan Nika, lo svizzero Jan Freuler, l’argentino Federico Vivas, il francese “figlio d’arte” Maxence Moncassin e gli italiani Pierpaolo Ficara, Marco Bernardinetti, Antonio Zullo, Andrea Meucci e il rientrante Danilo Celano. —
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