Gioco
Breda non vuole sentir parlare dell’arbitro «Troppi errori, ci siamo rovinati da soli»
Il tecnico soddisfatto per il primo tempo degli amaranto: «Squadra bella e reattiva, poi quelle sostituzioni obbligate...»
Parla sempre sottovoce Breda, ma stavolta neanche il microfono a tutto volume è sufficiente per esaltare la sua voce. Il tono è come il morale: sotto i tacchi. Perché perdere una partita così fa male.
Mister, che rabbia...
«Tanta rabbia. Dispiace perché avevamo giocato un gran primo tempo ed era giusto puntare a portare a casa la vittoria. Poi nel finale bisogna prendere il punto e invece ci siamo fregati da soli con i nostri errori».
Prima di parlare dei nostri errori, parliamo di quelli dell’arbitro. Rigore non dato a Kupisz, niente espulsione a Arrgoni, rosso inventato a Diamanti.
«Nella mia testa ho ben chiare certe valutazioni ma le tengo per me. Primo perché non valuto mai gli arbitri nel bene e nel male, secondo perché non c’è bisogno adesso di dare alibi ai giocatori».
Sì però sono stati errori clamorosi.
«Valutate voi. Certo, se mi si chiede del rosso a Diamanti, beh, guardate chi era in anticipo e chi ha colpito la palla...».
Diceva degli errori del Livorno.
«Non mi piace gettare la croce addosso ai singoli, non fa parte del mio dna. Però è chiaro che ci sono stati degli errori anche grossolani in alcune situazioni. E ne dovremo parlare con la squadra».
Fazzi quel secondo giallo doveva evitarlo.
«Niente commenti sui singoli».
Le sostituzioni forzate hanno cambiato i piani?
«Decisamente sì. Prima siamo stati costretti a togliere Luca Mazzoni che ha avuto un risentimento muscolare che ci ha costretto a sprecare un cambio, poi altra sostituzione forzata quando siamo rimasti in 10. Insomma, mi resta anche il rammarico di non essermi giocato la partita come volevo».
Grande primo tempo. Forse il più bello della sua gestione.
«Sì, un bel Livorno. Agile, brillante, ben disposto in campo, sempre pronto a ribaltare l’azione e anche a fare gioco».
Appena entrati in campo nel secondo tempo non c’è stato un pizzico in meno di carica agonistica?
«Può essere. Di certo non è stato un problema fisico perché anzi noi tendiamo a uscire alla distanza. Forse ci è mancata incisività. Noi dobbiamo fare le cose che sappiamo fare e non uscire dai binari. Fermo restando che l’espulsione ha davvero cambiato i connotati alla partita».
Si interrompe la striscia di 8 risultati. E ora c’è da rialzare il morale della truppa in vista dello scontro diretto contro il Venezia da affrontare senza Diamanti.
«Per una squadra che lotta per la salvezza, non è la striscia di 8 risultati la normalità. Perdere ci sta, figuriamoci su un campo come questo, anche se così fa male. Ma non mi spavento, vedrete che ripartiremo». —
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