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Fischi, striscioni, applausi, cori e liti: Livorno mai così spaccata su Spinelli

Alessandro Bernini
Fischi, striscioni, applausi, cori e liti: Livorno mai così spaccata su Spinelli

Le scene di domenica tra Curva Nord e tribuna riaprono una vecchia ferita, uno strappo ideologico ma anche generazionale tra i tifosi amaranto 

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LIVORNO. Non siamo mai stati un popolo che ama le mezze misure. A Livorno il grigio non esiste, o è bianco oppure è nero. La Dc non è mai stata in maggioranza, d’estate o siamo abbronzati come tizzoni o siamo slavati, al primo freschino ci mettiamo il piumino e al primo accenno di caldo via con le infradito.

Adesso il nostro eterno estremismo ha trovato terreno fertile nel calcio. Creando una spaccatura forse mai vista intorno alla figura di Aldo Spinelli. Per rendere bene l’idea, pensate che su Facebook sono nati ormai da tempo due gruppi, uno si chiama “Via Spinelli da Livorno” e l’altro “Spinelli, Livorno ti ama”. Talvolta ci sembra quasi che il risultato del Livorno passi in secondo piano. Fino a sfiorare il masochismo: attendere una sconfitta per poi sparare contro Spinelli, oppure minacciare del tipo “quando andrà via Spinelli e falliremo allora riderò io”.

È uno strappo ideologico ma in parte (non del tutto) anche generazionale. La scena di domenica è stata eloquente. Arriva Aldo Spinelli poco prima del fischio d’inizio e la tribuna centrale (composta in gran parte da over 50) si alza quasi completamente in piedi ad applaudire, con lui commosso che ricambia quasi fosse il Papa durante la benedizione. Il tutto mentre in Curva Nord campeggia lo striscione “Ultimi sì ma con orgoglio e dignità, Spinelli lascia per sempre questa società”. E apriti cielo quando dalla Nord si alza un coro contro Spinelli: pioggia di fischi dalla tribuna e in parte anche dalla gradinata. Oggi la situazione è questa. Come se un terremoto avesse aperto in due lo stadio.

Sono più i “pro-Spinelli” o gli “anti-Spinelli”? Qui bisogna parlarci chiaro. La Curva Nord è coerente perché dice “va bene anche finire in D ma basta che Spinelli se ne vada”, altrettanto coerenti sono gli Spinelliani d’acciaio perché restano fedeli al loro presidente qualunque cosa faccia. Ma esiste una discreta fetta di tifosi che tendenzialmente sarebbe per il “basta Spinelli” ma poi di fronte all’ipotesi di un cambiamento si spaventa e torna indietro.

Sinceramente le sparate del presidente «Basta, non ne posso più, regalo il Livorno a 1 euro» hanno stancato e fanno male a tutti. Oltretutto in regalo non c’è nulla, servono soldi e nemmeno pochi. Dall’altra parte va riconosciuto che a Genova gli uffici sono sempre aperti e non c’è la fila per comprare il Livorno, anzi. Anche perché oggi con il Livorno non ci si guadagna e c’è una gestione molto onerosa. In mezzo a tutto questo c’è una maglia. Che resta. Sempre. Passano presidenti e giocatori ma non passa un popolo e appunto la sua maglia. Amaranto. Sarà banale, ma è così. Ed è attorno a quella che chi ama il Livorno deve stringersi. Perché divisi e in guerra tra noi, Spinelli o non Spinelli, non si va da nessuna parte.


 

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