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Protti chiama, la Curva Nord risponde: «Col Cosenza torneremo a tifare»

Fabrizio Pucci
Protti chiama, la Curva Nord risponde: «Col Cosenza torneremo a tifare»

Livorno, si ferma lo sciopero: «La squadra merita il nostro sostegno ma resta la contestazione a Spinelli». In 500 dalla Calabria per la sfida salvezza

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LIVORNO. Igor Protti ha chiamato, la Curva Nord ha risposto. Domenica 10 febbraio il Livorno giocherà lo scontro diretto con il Cosenza con il dodicesimo uomo in campo. La decisione della parte più rumorosa e colorata della tifoseria era nell'aria da qualche giorno e la spinta finale l'ha data proprio il post di Protti sulla propria pagina facebook, un appello in grande stile affinché l'Ardenza tornasse ad essere la bombonera di un tempo.

La riunione degli ultras che aveva all'ordine del giorno l'eventuale interruzione dello sciopero del tifo è andata nella direzione auspicata dal Club Manager e anche dalla squadra. Nel pomeriggio di ieri i tifosi della Curva hanno emesso un comunicato molto articolato nel quale hanno spiegato i motivi della loro scelta: «In questo momento nel quale si sa che si stanno muovendo nuove anime intorno alla società, tra i quali degli imprenditori livornesi, è determinante provare a dare una spinta a quel gruppo che prova a salvare la maglia amaranto. Quindi raccogliamo la provocazione (nel senso buono del termine)-sfida che viene da Igor e torniamo a cantare domenica, ma solo perché crediamo che questo possa, in un modo o nell'altro, aiutare a liberare la città definitivamente dalla famiglia Spinelli».

Il comunicato è lungo e articolato e contiene un attacco durissimo alla proprietà bollata come «vero cancro della partecipazione al Picchi» La Nord, insomma torna al fianco della squadra, ma non interrompe la contestazione al presidente, ma non solo visto che si riserva «di includere (nella contestazione ndc) la figura di Peiani che, a conti fatti, ci sembra l'ennesimo bluff».

Nel comunicato c'è pure un forte richiamo alle origini del Livorno. Lo sciopero viene interrotto anche «perché nessuno deve privarci di festeggiare il 104.mo anniversario del nostro Livorno nel silenzio». Dura anche la chiosa: “Se però a fine anno rivedremo lo stesso teatro, siamo pronti anche ad arrivare a scioperare per un intero anno (…) perché “meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine” tanto siamo sicuri che anche un elemento come Igor, non cambiassero le sorti della società, l'anno prossimo non sarebbe al suo posto perché sarebbe incoerente». La decisione della Nord dovrebbe dare un impulso alla vendita dei bigliett. Intanto dalla Calabria sono attesi circa 500 tifosi.
 

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