La protesta
Francesconi, lo Sparviero che segna a 49 anni e si commuove ancora
Il goleador senza tempo è tornato a giocare e segnare all'esordio con il River Pieve. «Mi mancavano l’odore del campo, il fango sulle scarpe. E quando ho visto la palla dentro, sì, è scesa una lacrimuccia...»
LUCCA. Il profumo del campo, l’atmosfera dello spogliatoio. Il silenzio dopo una sconfitta o le urla di gioia dopo una vittoria. Non riusciva a stare senza queste emozioni lo Sparviero. E non ha resistito alla voglia di tornare in campo a quasi 49 anni (li compirà a settembre). Alberto Francesconi è un passionale, uno che non guarda troppo per il sottile e vive di emozioni: «Son tornato in campo quasi per caso. Tempo fa Antonio Nelli, il ds del River Pieve, mi ha chiesto quasi per scherzo se avevo voglia di tornare a giocare. Li per lì ho detto no, ma era quello che volevo. E non ho resistito. Mi mancavano troppo il profumo e il rumore del calcio: i tacchetti che sbattono per terra o la maglia fangosa a fine allenamento. E poi l’agonismo: gioco anche a tennis o a calcetto, ma non c’è paragone con le emozioni che ho avuto nei dieci minuti in campo domenica, al mio esordio con la squadra garfagnina. Dopo il gol mi è scesa anche una lacrimuccia. Mi sembrava di esser tornato bimbo».
Già, il gol, l’ennesimo di Francesconi, che ha vinto 14 campionati e che con il River Pieve è in corsa per il quindicesimo titolo: «Avendo la rosa corta, il mio amico Edoardo Micchi (il tecnico del River Pieve) mi ha chiesto se me la sentivo di giocare qualche minuto e provare a essere utile con un assist o magari procurandomi una punizione dal limite. Quando sono entrato ero emozionato come un ragazzino. Poi è arrivato un cross interessante: i difensori sono andati sul primo palo, io ho fatto la mezzaluna sul secondo. Mi sono trovato solo e ho segnato. Poi – confida – l’emozione è stata fortissima. Spero di continuare, e aiutare questo bel gruppo a conquistare i playoff o magari qualcosa in più...».
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Come Francesconi, sono tanti i “vecchietti” che continuano a giocare con profitto nei dilettanti dopo carriere importanti. Lui spiega perché: «È la sindrome di Peter Pan – confida ridendo – siamo in tanti a soffrirne. Purtroppo molti nostri coetanei non possono più giocare per problemi fisici. Noi invece, toccando ferro, possiamo dare ancora il nostro contributo. Chissà – scherza Francesconi – magari anche il Condor Bonuccelli (51 anni a luglio nda) tornerà a giocare. Penso che qualche gol ancora lo farebbe». Quello di Francesconi è sicuramente il gol più “anziano” del calcio toscano. A livello nazionale invece, Enzo Scarpa, ex centrocampista della Ternana è il marcatore più vecchio: nel 2011 segnò un gol in Terza Categoria a 50 anni non ancora compiuti. C’è da scommettere che lo Sparviero proverà ad abbattere anche questo record.
Tra le maglie vestite da Francesconi ci sono quelle di Livorno, Pisa e Lucchese. Lui commenta il momento particolare di queste realtà: «Penso proprio che tutte e tre possano ancora raggiungere i loro obiettivi. Il Pisa può conquistare i playoff, Livorno e Lucchese sono in piena corsa per la salvezza. Secondo me possono farcela alla grande. Spiace per la Lucchese, che ogni anno deve convivere con problemi societari». Due parole il bomber – da tifoso rossonero – le spende anche sull’episodio che ha visto coinvolto il tecnico della Pantera, Giancarlo Favarin, che ha colpito un collega con una testata prendendo cinque mesi di squalifica: «Il gesto è deprecabile, ma lo capisco. Anch’io, che sono un buono, una volta ho perso la testa. A distanza di anni mi ancora chiedo cosa mi sia successo. Non lo giustifico, ma non me la sento di esser troppo critico con lui».
Il giovane più interessante? Francesconi ha le idee chiare: «Io ero innamorato di Van Basten, giocatore eclettico che sapeva far tutto. Ancora uno che gli somigli non l’ho trovato. Però penso che Nicolò Zaniolo – anche lui toscano perché massese di nascita - sia un talento di sicura prospettiva».
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