Gioco
Il Livorno è vivo, le punte no La svolta passa dai loro gol
Anche a Crotone è mancata la zampata, il gioco c’è ma non si concretizza Murilo, Giannetti e Raicevic per ora bocciati da numeri impietosi
Sette risultati utili consecutivi certificano la crescita esponenziale del Livorno che non perde dal 2 dicembre. Nell’ultimo periodo solo il Brescia – che viaggia veloce come un treno in testa alla classifica – e lo Spezia hanno messo insieme una striscia positiva più lunga degli amaranto rispettivamente con 9 e 8 partite senza l’onta della sconfitta. Eppure questa fase ultrapositiva della stagione non è servita ai ragazzi di Breda per schiodarsi dal penultimo posto.
Certo, ormai siamo nel gruppetto delle pericolanti, ma la salvezza diretta è lontanuccia perché il Cosenza è a +7 dagli amaranto. La forbice poteva essere meno netta se il Livorno avesse vinto qualcuna delle due partite vinte nelle ultime sette. Dei rimanenti cinque pareggi almeno quattro potevamo essere vittorie: con Cittadella (svista dell’arbitro per il mancato rigore su Murilo), Palermo (occasionissima di Di Gennaro a un metro dalla porta), Verona e Pescara (tre pali) e Crotone.
Le vittorie però non sono arrivate ed è giusto chiedersi perché. La risposta sta tutta nelle misere cifre messe insieme dagli attaccanti, che fanno una fatica incredibile a vedere la porta sebbene spesso la squadra li metta in condizione di nuocere gli altri. Andiamo a leggere questi numeri mortificanti.
GIANNETTI, 4 GOL
L’attaccante di ruolo più prolifico è l’ex Cagliari che però nell’ultimo periodo sembra aver smarrito il feeling con la porta. Il dato curioso è che lui ha segnato più gol di tutti sebbene abbiamo giocato meno degli altri. Il suo campionato infatti è stato condizionato da infortuni muscolari e dalla frattura alla mano rimediata a Benevento. Fino ad ora ha messo insieme 13 presenze per un totale di 641’ giocati e i menzionati 4 gol. Lui ne segna uno ogni 160’ abbondanti. Uno ogni due partite scarse. Non malissimo in senso assoluto, ma di certo non sufficiente per questo Livorno.
RAICEVIC, 2 GOL
Filip lotta, sbuffa, si sbatte, prende tutti a sportellate e fatalmente perde un pizzico di lucidità sotto porta. Semmai gli altri dovrebbero sfruttare il suo lavoro sporco. Detto questo, la punta ex Vicenza vanta 17 presenze e 928’ di utilizzo. Media gol: 1 ogni 464. Pochissimo. Lui esulta una volta ogni cinque partite e spiccioli. Apprezziamo l’impegno, ma qui serve buttarla dentro.
MURILO, 1 GOL
Croce e delizia dei tifosi. Se è concentrato spacca le partite. Se non trova subito la sintonia con il match, non incide. E’ stato chiamato in causa 18 volte per un totale di 1089’ in sostanza dodici partite intere e la media e con una rete segnata la media vien da sé: fin troppo facile. Serve un’inversione di marcia.
ALINO E GLI ALTRI
Alla resa dei conti il giocatore più affidabile là davanti è immancabilmente Alino Diamanti. Tra tutti, con il suo ruolo di fantasista, è quello che vede la porta da più lontano, però ha segnato una mezza dozzina di gol (2 rigori) e smazzato numerosi assist in 1532’ passati in campo a dispensare gemme di rara bellezza. E i nuovi ? A media gol non incantano. Gori a Foggia ha segnato un gol in 335’ (9 presenze), Dumitru nel Tarragona in 114’ invece non ha mai esultato. Insomma se vogliamo salvarci bisogna aggiustare la mira degli attaccanti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google