Sicurezza
Il killer non c’è, ma questa squadra è viva e non molla mai
Non iniziamo a dire “eh però bisogna vincere sennò…”. Altrimenti si perde la bussola. Il pareggio a Crotone va bene, è un buon risultato: è il viatico perfetto per tuffarci adesso nella sfida contro il Cosenza, partita di quelle che ti possono cambiare una stagione. E se alla fine il pareggio mette paura al Crotone (forse non più così sicuro che tanto prima o poi si risale), una ragione ci sarà. È il settimo risultato utile consecutivo, la squadra è viva.
Partiamo dall’argomento che più ha tenuto banco negli ultimi tempi ovvero il mercato. Mancava la punta, si è sempre detto. E torniamo a casa con la stessa sensazione di sempre, perché nel secondo tempo palloni interessanti ci sono stati in area, ma il killer non c’è. Non sempre si troveranno gli autogol di Spolli, purtroppo. Quindi la lacuna c’era e la lacuna è rimasta. Fatta questa precisazione necessaria, adesso abbiamo questi giocatori per cui da oggi proviamo a lasciare stare i rimpianti. La verità l’abbiamo detta. Ora sosteniamo questi.
Il pareggio è giusto e meritato. Il Livorno se l’è giocata male soprattutto una volta passato in vantaggio. Perdendo completamente il possesso di palla, col centrocampo del Crotone padrone e gli amaranto che non riuscivano mai a fare più di due passaggi. Con Murilo e Giannetti fuori dalla partita e Diamanti mai cercato, siamo finiti rintanati dietro. Partita che invece abbiamo ripreso in pugno nella ripresa passando al 3-5-1-1, con un uomo in più nel mezzo (bel debutto di Salzano, questo ci darà una mano) e spazi che per il Crotone si sono chiusi.
Peccato perché la partita davvero non si poteva mettere meglio. Neanche 300 secondi e Livorno già in vantaggio con cross al veleno di Diamanti e il difensore Spolli che si presenta al debutto infilando la sua porta con un tocco da due passi. Ma qui il Livorno si perde. Danni limitati fino al primo errore, alla mezzora stecchita, quando Bogdan spara un rinvio addosso a Di Gennaro, sul rimpallo la palla finisce a Simy che tutto solo fa 1-1. Prima dell’intervallo poi gran giocata di Diamanti e sinistro al giro che sfiora il palo.
Nel secondo tempo Breda ridisegna il Livorno con Kupisz a destra portando interno Valiani, fuori Murilo e spazio al 3-5-1-1 con Diamanti dietro a Giannetti. E sboccia un’altra partita, perché Firenze si schianta su Kupisz, mentre Agazzi e Luci smettono di soffrire di solitudine. Così il Livorno torna a fare possesso palla, finalizza poco ma rischia anche poco. Peccato che Giannetti là davanti non regali mai la sensazione di far male.
Meno male che al 91’ ci mette il piedone Mazzoni sull’unico tiro in porta del Crotone, un contropiede chiuso da Machach. Ma se nel calcio esiste un dio, il Livorno non poteva perdere questa partita. Giusto così. —
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