Gioco
Ciao Mimmo, cuore amaranto Renna giocò e poi allenò il Livorno
Si è spento a 82 anni a Lecce, da noi arrivò prima nel 1956 contribuendo alla salvezza e poi tornò nel 1989 per guidare una squadra in piena crisi
LIVORNO. Tra un mese esatto avrebbe compiuto 82 anni, ma l'ex giocatore e allenatore del Livorno Mimmo Renna non ce l'ha fatta. Si è spento ieri nella sua bellissima Lecce da dove nei primi Anni Cinquanta aveva mosso i primi passi da calciatore. Giocava nella Juventina Lecce, era un attaccante dai piedi buoni fu notato dalla Fiorentina che gli garantì un posto nelle sue giovanili.
Via da Firenze il primo prestito fu proprio al Livorno. Era la stagione di serie C 1956/57. Giocò 11 partite e segnò due reti fondamentali per la conquista della salvezza. Era una squadra giovane, quella, piena di ragazzi sui vent'anni e di belle speranze: Armando Picchi, Lupo Balleri, Mauro Lessi. La chioccia era Mido Bimbi. Restò un anno, Renna, poi andò nel Lecce e fece una dignitosa carriera.
Da allenatore, invece si tolse le maggiori soddisfazioni. Dopo aver guidato il Nardò e il Brindisi, la gioia più grande la visse nel 1977 quando riportà il sui Lecce in serie B dopo oltre vent'anni. Gli Anni Settanta furono i migliori della sua vita di allenatore. Nel 1977/78 guidò l'Ascoli alla promozione in serie A con una stagione record: 61 punti (con la vittoria che ne valeva 2) sui 76 a dispozione. Roba che nemmeno la Juve in B trent'anni dopo. Nel 1979 salvò l'Ascoli in A togliendosi anche lo sfizio di battere la Juve.
Tornò a Livorno nel gennaio 1989 in sostituzione di Roberto Franzon, esonerato dopo lo 0-5 interno con il Trento. La squadra, debolissima, era ultima e staccata in C1. La società era inesistente. Renna fu chiamato e lui non seppe dire di no perché l'amaranto gli era rimasto dentro. Prese la macchina da Lecce e dopo nove ore parcheggiò in Piazzale Montello per cercare il miracolo che non fu possibile fabbricare. La squadra dette qualche segnale di vita, perse male a Mantova 3-4 e naufragò. Lui, uomo perbene, non avrebbe meritato l'amarezza di quei 5 mesi. Da allora, forse segnato da quello scempio, non aveva più allenato ad alti livelli. Il Livorno lo ha ricordato sul sito ufficiale della società. —
F.P.
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